lunedì 30 gennaio 2017

Release Party: Loving The Demon di Nicole Teso

Buongiorno e buon inizio settimana, lettori!
Avete trascorso un buon weekend? Quale libro vi ha tenuto compagnia?
Io ho continuato la lettura del libro che ho sul comodino, di cui troverete la recensione nei prossimi giorni. Oggi invece ho il piacere di partecipare al Release Party del libro di Nicole Teso, Loving The Demon, parlandovi di un aspetto del romanzo che a me incuriosisce sempre molto: l'ambientazione




Titolo: Loving The Demon
Autore: Nicole Teso
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Dark Romance
Formati disponibili: Ebook / Cartaceo
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2017

Trama: Las Vegas era l'occasione per iniziare una nuova vita e seppellirmi il passato alle spalle.
Non avrei mai potuto immaginare che sarei stata rapita e rinchiusa in una cella buia, pronta a diventare una schiava del piacere.
Jake Evans mi distruggerà, piegandomi ai suoi desideri e consumando la mia anima.
Lui è la mia condanna a morte.
Lei avrebbe dovuto essere una prigioniera come tutte le altre, pronta a soddisfare i desideri dei miei clienti.
Non avrei mai potuto immaginare che mi avrebbe dato così tanto filo da torcere.
Brittany Moore sta sfondando le barriere nella mia testa, facendomi crollare e riportando a galla un passato che credevo sepolto.
I demoni mi stanno reclamando...
Lei è il mio tormento.

LOVING THE DEMON - AMBIENTAZIONE


La storia che vede come protagonisti Jake e Brittany è ambientata a  Las Vegas, nello stato del Nevada, ma più precisamente in un luogo molto particolare, nascosto agli occhi delle persone, ma grande abbastanza per viverci: un bunker. Solitamente ci viene subito in mente un luogo freddo, angusto e che presenta condizioni che non permettono alla vittima di sopravvivere, ma vi assicuro che stavolta sarà diverso. In questa mini intervista, l'autrice Nicole Teso ci racconta a cosa si è ispirata e il perché di queste scelte. Iniziamo!

Una città famosa e immensa come Las Vegas... E' stata una scelta casuale o c'è un motivo ben preciso?
Las Vegas mi ha sempre affascinata a causa della sua fama. Quale posto migliore a far da sfondo ad una storia tormentata, se non la città del peccato? E' stato per questo motivo che l'ho scelta, perché non c'è altro posto al mondo che mi venga in mente se penso all'eccesso. 
Chi lo sa, forse prima o poi, andrò a visitarla. 

Brittany è tenuta prigioniera in un bunker, perché proprio questo posto e non uno scantinato o una casa isolata?
Qualche anno fa, su Pomeriggio 5 vidi un'intervista di una donna rumena che raccontava la storia di come un'agenzia le avesse promesso un lavoro e un'esistenza dignitosa qui in Italia, ma che in realtà si ritrovò in mezzo ad un giro di mafia e prostituzione, impossibilitata ad uscirne. 
Ho iniziato a lavorare su quest'idea, decisa a creare una storia dove la protagonista si ritrovasse invischiata in un giro di prostituzione di alto livello, pur sapendo che non avrei mai voluto che Brittany fosse costretta a prostituirsi in strada. E' da qui che è nata l'idea del bunker e del club esclusivo ristretto ad una cerchia di uomini di un certo livello. 

Il bunker è ispirato ad un luogo reale. Anche nella storia è grande e ben arredato, con tutte le comodità? Perché?
La prima cosa che ho fatto quando ho cominciato a scrivere Loving the demon è stato catalogarmi sulla città di Las Vegas. 
Un pomeriggio, girando qui e lì nel web mi sono imbattuta nell'articolo di uomo che nel secondo periodo della guerra fredda, per paura che la sua casa venisse colpita da una bomba, costruì un bunker sotterraneo di gran lusso con tutte le comodità di una casa normale. 
Ho associato questo posto all'idea del club privato che avevo in partenza e da qui, si è formata a trecentosessanta gradi, l'ispirazione per il luogo. 
Il bunker del mio romanzo però è molto più cupo e tenebroso, rispetto a quello dell'articolo che gira in rete. 


Vi lascio qualche immagine del bunker reale che ha ispirato Nicole. Cosa ve ne pare?

La casa dall'esterno

Il bunker all'interno


Devo ammettere che sono rimasta molto sorpresa, chi ha creato questo bunker di certo non voleva farsi mancare nulla! Allora, pensate ancora che sia un luogo freddo, angusto e per niente accogliente?

Qui si conclude la tappa del Release Party, che spero vi sia piaciuta e vi abbia incuriositi. Loving The Demon è un romanzo che gli amanti del dark romance non devono lasciarsi sfuggire!
Di seguito troverete le tappe degli altri blog partecipanti, tutte molto interessanti, che vi consiglio di visitare per conoscere meglio gli aspetti del romanzo.

venerdì 27 gennaio 2017

Recensione: Il club Dumas

Buongiorno e buon venerdì, cari lettori!
Questa settimana è passata davvero in fretta, ho avuto diversi impegni che mi hanno tenuta occupata, tra cui il bellissimo incontro con la criminologa Roberta Bruzzone, che ha presentato Il lato oscuro dei social media nella libreria della mia città. Eravamo in tantissimi ed è stato davvero interessante, conto di leggere il libro al più presto!
Oggi invece vi parlo un po' della mia ultima lettura, Il club Dumas di Arturo Pérez Reverte, libro scelto per il gruppo di lettura ne Il salotto dei lettori. E' stato il primo approccio con questo autore e devo dire che non ne sono rimasta entusiasta, vediamo perché.


Autore: Arturo Pérez Reverte
Casa editrice: Marco Tropea Editore
Genere: Romanzo
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 382

Trama: Lucas Corso, mercenario bibliofilo al soldo dei più esigenti collezionisti d'Europa, è abituato a indagare sui libri antichi come un detective sulle tracce di un crimine. Questa volta, però, la sua fama viene messa a dura prova da due incarichi delicati quanto insoliti: verificare l'autenticità di un capitolo manoscritto dei Tre moschettieri e decifrare l'enigma nascosto in un testo rarissimo, il Libro delle Nove Porte del Regno delle Ombre, una sorta di manuale per invocare il diavolo, che il Santo Uffizio mise al rogo insieme al suo autore nel 1667. Le nove incisioni contenute nel volume sono l'unico indizio di un lungo viaggio che conduce Corso dai vicoli di Toledo al Quartiere latino di Parigi, fra archivi, polverose librerie antiquarie e raffinate biblioteche private. Il mistero si tinge di sangue mentre la ricerca si addentra nei sentieri impervi dell'occulto, accompagnata da sospette streghe e apparizioni angeliche, seduzioni pericolose, incontri inaspettati e bizzarre incarnazioni dei personaggi letterari di Dumas. Due indagini si intrecciano in un allucinato gioco di specchi che sfida l'intelletto e l'immaginazione.


RECENSIONE


Non mi ero mai avvicinata a questo genere di romanzi, né conoscevo l'autore, ma tentar non nuoce, giusto? Così mi sono immersa nelle pagine de Il club Dumas  senza aspettative, pronta a lasciarmi stupire.

Lucas Corso è un cacciatore di libri antichi, pagato per trovare i pezzi rari richiesti dai collezionisti che lo ingaggiano. Stavolta, però, dovrà fare un doppio lavoro: verificare che un capitolo del manoscritto de I Tre Moschettieri sia autentico e decifrare l'enigma nascosto nel libro Le Nove Porte del Regno delle Ombre, il cui autore, Aristide Torchia, fu messo al rogo nel 1667. La missione non sarà facile, perché il nostro protagonista sarà messo alla prova da persone che incarnano personaggi creati da Dumas, incontri inaspettati e morti sospette.

Devo ammettere che ho fatto un po' fatica ad ingranare. Le primissime pagine mi hanno subito catturata, quel velo di mistero dietro la morte di un personaggio di cui non si conosce ancora l'identità mi ha incuriosita molto, creando un po' di aspettativa. Tutto, però, cambia radicalmente con il primo capitolo. Conosciamo Lucas Corso attraverso la presentazione fatta da Balkan, un uomo con cui Corso ha lavorato, ma di cui non sappiamo molto. Interverrà solo in pochi altri capitoli, diventando il narratore delle vicende. Per il resto, è un narratore onnisciente a raccontarci la storia. 
L'idea alla base del romanzo, che racchiude mistero e letteratura, l'ho trovata interessante, ma non mi è piaciuto il modo in cui è stata sviluppata. L'autore si è voluto concentrare su due elementi, il manoscritto di Dumas e l'enigma del libro delle Nove Porte, ma credo che si sia perso un po' per strada. In un primo momento i riflettori sono puntati sul manoscritto di Dumas e sulla sua autenticazione. L'autore si dilunga fin troppo nel descrivere le caratteristiche de I Tre Moschettieri, gli aspetti del romanzo e della sua stesura, risultando molto pesante e prolisso. Capisco che occorra dare le informazioni in modo chiaro, ma troppo spesso si entra in dettagli di cui si sarebbe potuto fare a meno, creando anche confusione nella testa del lettore.
La seconda parte, invece, si concentra sull'enigma di Aristide Torchia che, dopo le prime pagine in cui Lucas Corso studia le tavole con molta attenzione, viene accantonato per un po'. Questa era la missione di Corso che mi incuriosiva di più e gli sviluppi portano alla luce diversi elementi interessanti. Torchia non si era limitato a scrivere un manuale su come invocare il diavolo, ma aveva fatto di più, nascondendo un enigma all'interno dei volumi. La soluzione non è affatto immediata, il lettore segue Corso nei suoi spostamenti da una città all'altra e ogni nuova scoperta è una sorpresa. Ma il protagonista non è solo. Qualcuno lo sta seguendo: si tratta di un uomo, con una cicatrice sul volto, a cui Corso dà il nome di Rochefort. Questo è un aspetto senz'altro intrigante, un uomo misterioso segue il protagonista sin dall'inizio, ma non sarà il solo. Presto altre figure che Corso conosce diventeranno parte del romanzo di Dumas, per arrivare ad un finale inaspettato
Ecco, parlando del finale devo dire che non mi è piaciuto quasi per niente. La rivelazione di Balkan mi ha lasciata alquanto perplessa, facendomi pensare Tutto qua? Piuttosto prevedibile dato il titolo.

Questo primo approccio con Arturo Pérez Reverte non mi ha entusiasmato per niente. Ho faticato per terminare la lettura del romanzo, ogni volta mi sembrava di non avanzare nemmeno di una pagina, come se si moltiplicassero! Ora ho la certezza che questo tipo di storie non fa al caso mio, decisamente troppo lento in molte parti e davvero troppo dettagliato. 


Voto
★★✰✰✰

mercoledì 25 gennaio 2017

Il male si presenta in giacca e cravatta

Buongiorno lettori, come state?
Gennaio è ormai agli sgoccioli e, come sempre, ci attende un nuovo appuntamento con la rubrica più chicchiericcia del blog: Bookish Talk. Quello che vedete lassù non è il possibile titolo di un romanzo che sto scrivendo, ma un piccolo dettaglio che ho notato ripetersi nelle serie TV. 

BOOKISH TALK:

IL MALE SI PRESENTA IN GIACCA E CRAVATTA

Come sapete, sono una serie TV addicted, ne seguo diverse e sono sempre pronta a iniziarne di nuove. Questo passatempo mi tiene compagnia ogni settimana, adoro rilassarmi dopo una lunga giornata con un episodio delle mie serie TV preferite e non mi perdo mai una puntata. Nell'ultimo anno, ma più in particolare negli ultimi mesi, ho notato un elemento che si ripete abbastanza frequentemente. Non sto parlando di un piccolo particolare o di una scena che ritrovo un po' ovunque come le quelle girate al buio - registi, vogliamo parlarne? -, ma di un nuovo modo di rappresentare il male. In tre serie TV che sto attualmente seguendo il male è rappresentato da un uomo in giacca e cravatta, molto spesso di mezza età e con i capelli bianchi. Non so se sia una moda o una nuova interpretazione del male in forma umana, ma questo è ciò che sto vedendo sempre più spesso.


OUTCAST


La prima prova di questo nuovo modo di interpretare il male l'ho trovata in Outcast, serie TV basata sull'omonimo fumetto di Robert Kirkman, lo stesso creatore di The Walking Dead. Questo uomo di mezza età è Brent Spiner e interpreta Sydney, un uomo misterioso appena arrivato a Rome. Che sia misterioso non c'è dubbio, ma sembra che dentro di sé si nasconda qualcosa di maligno. Questa è stata la prima volta che ho incontrato questo nuovo modo di interpretare il male, un qualcosa di sinistro e che non promette nulla di buono, e mi sembrava una buona idea.

THE EXORCIST


Altra serie TV, stessa interpretazione del male, questa volta del vero male. Ebbene sì, questo uomo interpreta il demonio in The Exorcist, di cui la prima stagione è terminata un mesetto fa. Come potete notare, si tratta ancora una volta di un uomo di mezza età, vestito in modo molto elegante, con un cappello sulla testa, ma senza i consueti capelli bianchi. Unica novità, la doppia pupilla che indica il demonio all'interno della persona. Mi ricordava il signore di Outcast, ma non ci ho dato troppo peso.

TIMELESS


Questo è l'uomo di Rittenhouse nella serie Timeless, e da quanto possiamo intuire dalle sue richieste a Rufus, non sembra promettere nulla di buono. Di lui sappiamo ancora molto poco, è un personaggio che è apparso solo nelle ultime puntate - la serie è ancora in corso - e sembra far parte di qualcosa di ben più grande. Come potete notare, le caratteristiche sono sempre le stesse, stavolta senza cappello. E qui ho avuto la conferma che se per due volte può essere un caso, la terza è moda. 


Arrivati a questo punto, direi che le prove sono più che sufficienti: ultimamente il male è sempre rappresentato da un uomo in giacca e cravatta. Che si siano stancati delle creature orribili, piene di dettagli rivoltanti come denti marci, occhi spiritati e voce profonda e inquietante? Non posso dirlo con certezza, ma credo che questa nuova idea gli stia sfuggendo un po' di mano, perché me li ritrovo ovunque e la cosa sta diventando un po' prevedibile. Voi cosa ne pensate? Avete riscontrato anche voi queste somiglianze in qualche serie TV che seguite o qualche film? 
Fatemelo sapere nei commenti, sono davvero curiosa! Per oggi l'appuntamento finisce qui, spero vi sia piaciuto e vi abbia incuriosito. Ci leggiamo il prossimo mese con un nuovo Bookish Talk!

martedì 24 gennaio 2017

The Throwback Link Party

Buon pomeriggio, lettori!
Come state? Siete sopravvissuti al lunedì? Io ho iniziato la settimana alla grande, concludendo Il club Dumas - di cui vi parlerò nella recensione di venerdì - e iniziando una nuova lettura. Il post che vi propongo oggi è un po' diverso dal solito, infatti si tratta di un Link Party, ideato dalla fantastica Jen di BTS Of My Soul, che ci permetterà di fare un salto indietro nel tempo. La protagonista di oggi non sarà un'autrice né un libro, bensì la sottoscritta, pronta a mettersi in ridicolo solo per voi!


Dove e quando sei nata?
Sono nata a Reggio Emilia il 5 agosto 1997, lo stesso giorno in cui, nel 1919, nacque la figlia di Agatha Christie, Rosalind. Tra sette mesi compirò vent'anni, il tempo vola!

Qual è il ricordo più imbarazzante della tua infanzia?
Il ricordo più imbarazzante che mi viene in mente è la volta in cui, a casa di una mia amica, si è rotto il piede della sedia su cui ero seduta e sono caduta. Io e la mia amica abbiamo riso tantissimo e per fortuna non mi ero fatta male. Negli anni a seguire le figure imbarazzanti non hanno fatto che aumentare, ma quella è un'altra storia!

Qual era il tuo gioco preferito?
Potrei dire le Barbie, ma sarebbe riduttivo, perché mi piacevano molto anche i giochi da tavolo.
Da bambina passavo le estati a giocare a Forza Quattro, a dama - ho imparato solo quello, gli scacchi per me sono arabo - e a Uno. 

Canzone e cartone animato preferiti della tua infanzia?
La mia canzone preferita, e qui tenetevi pronti ad un vero e proprio throwback, era Ciao Ciao di Petula Clark. Avete visto com'ero vintage già da bambina? La colpa è di mia madre, che in macchina mi faceva ascoltare le sue cassette di quando era giovane e, grazie a lei, conosco molte canzoni che i miei coetanei ignorano. Il mio cartone animato preferito, invece, era Hamtaro, ma anche Heidi  e Anna dai capelli rossi mi piacevano un sacco.

C'è qualche oggetto speciale di quando eri piccola/o e che hai ancora?
Ho ancora i peluches che mi regalavano i miei genitori e i miei parenti, gli unici a cui sono molto affezionata. In particolare uno, un teddy bear regalatomi da mio padre che da piccola mi sembrava gigante, lo portavo con me dappertutto, ci dormivo anche insieme.

Qual è il costume di carnevale più imbarazzante che hai indossato?
Non ricordo di aver mai indossato costumi imbarazzanti per carnevale, ma quello che ho messo più spesso è quello di Sailor Moon, che mi sono trascinata dall'asilo fino alla seconda elementare.


Le domande sono finite, non ho inserito fotografie di quando ero piccola perché dovrei cercarle e non so se ci tenete a vedermi da piccola, imbronciata e con le lacrime agli occhi - ero terrorizzata dal fotografo e dalla macchina fotografica in generale. 
Vi invito a partecipare a questo fantastico Link Party organizzato da Jen, spero vi sia piaciuto questo salto nel passato e sulle note di Ciao Ciao vi saluto!

sabato 21 gennaio 2017

Curiosity Time: I grandi romanzi nati come feuilletons

Buongiorno e buon sabato a tutti!
Come procede il vostro fine settimana? Io sono particolarmente entusiasta e carica, pronta per affrontare questa giornata, perché sono sicura che sarà ricca di cose belle - sushi in primis!
Come ogni mese, è tempo di curiosità e quindi di un nuovo appuntamento con la rubrica Curiosity Time. Questa volta mi sono lasciata influenzare e ispirare dal romanzo che sto leggendo, Il club Dumas, che sebbene non mi faccia impazzire, mi sta facendo conoscere tante cose interessanti riguardanti la letteratura e, più in particolare, Alexandre Dumas.
Oggi parliamo di grandi romanzi che non sono nati come romanzi, bensì come feuilletons. 
Cosa sono, vi state chiedendo? Scopriamolo subito!

I GRANDI ROMANZI NATI COME FEUILLETONS


Feuilleton è il termine francese che indica ciò che in Italia è il romanzo d'appendice. Creato da  Louis-François Bertin, direttore del Journal des Débats, si affermò a partire dal XIX secolo prima in Francia e Inghilterra poi, successivamente, anche in Italia. Una delle principali case editrici del settore fu la fiorentina Salani, che seguì tempestivamente lo svilupparsi del mercato editoriale iniziato verso la metà dell'Ottocento, in coincidenza con la rivoluzione industriale in Inghilterra e in Francia.
Si trattava di un romanzo che veniva pubblicato a piè pagina su quotidiani o riviste, a episodi di poche righe, in genere la domenica. I vari episodi venivano poi racchiusi in un unico libro. Aveva uno scopo principalmente commerciale, oltre che di intrattenimento. I lettori, spinti dalla curiosità di scoprire come continuava la storia, compravano i numeri successivi della rivista o del quotidiano, aumentando le vendite. Per questo motivo, non è considerato un genere letterario, ma un sottogenere.

Ma vediamo quali autori famosi hanno pubblicato i propri lavori utilizzando il feuilleton.
A partire dal 1831 Honoré de Balzac decise di anticipare sui giornali alcuni capitoli dei romanzi che stava scrivendo. Lo ritenne un buon mezzo per creare l'attesa nel pubblico prima dell'uscita dell'opera completa in formato libro.
Tra gli autori più noti di romanzi d'appendice sicuramente si contano Eugène Sue che pubblicò, a puntate, fra il 1842 e il 1843 su Le Journal des Débats il suo romanzo più celebre I misteri di Parigi, e Alexandre Dumas con I tre moschettieri.
Il romanzo d'appendice tuttavia non fu solo romanzo leggero per giovani lettori, tant'è che in Francia fu pubblicato a puntate Madame Bovary di Gustave Flaubert e in Russia nacquero come romanzi d'appendice alcuni romanzi ritenuti capolavori assoluti della letteratura mondiale come Delitto e castigo e I fratelli Karamazov di Fëdor Michajlovič Dostoevskij e Guerra e pace di Lev Nikolaevič Tolstoj.

Anche noi italiani ci siamo fatti avanti e molti autori, più o meno noti, hanno iniziato a pubblicare i propri lavori sotto forma di romanzi d'appendice. Tra loro troviamo Emilio Salgari col suo ciclo di romanzi imperniato attorno alla figura del principe malese Sandokan, o Carlo Collodi, autore di uno dei più noti esempi di letteratura per ragazzi, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, che deve la trama definitiva proprio alla sua natura di romanzo d'appendice.
Poco noto è  il feulleton L'amante del cardinale di Benito Mussolini, pubblicato nel 1910 su Il Popolo di Cesare Battisti.

Che fine ha fatto il romanzo d'appendice?
Dopo la seconda guerra mondiale il romanzo d'appendice sui maggiori quotidiani decadde. Fu quasi completamente sostituito dai più immediati fotoromanzo e teleromanzo (o fiction televisiva, o telenovela), il racconto a puntate, specie di taglio poliziesco. Rimase in uso solo su alcuni quotidiani fino alla fine degli anni Settanta. Nella pagina dedicata allo svago e al tempo libero, infatti, trovava posto accanto ad un altro genere narrativo apprezzato dai lettori: quello dei fumetti, con le tradizionali strisce, o vignette.


Fonti
Wikipedia


Siamo giunti al termine di questo appuntamento, che spero abbiate trovato interessante. Io sono rimasta molto colpita da tutti i titoli famosi che sono nati come feuilletons e che oggi consideriamo dei veri capolavori della letteratura, oltre ad aver scoperto un genere, o meglio, sottogenere a me sconosciuto. Fatemi sapere cosa ne pensate, se conoscevate già il romanzo d'appendice o se siete stupiti come me di vedere alcuni titoli nella lista.
Io vi ricordo l'appuntamento con la rubrica Curiosity Time, puntuale come sempre, a febbraio!

venerdì 20 gennaio 2017

Release Blitz: Nikolaj di Kristen Kyle + Giveaway

Buongiorno e buon venerdì, cari lettori!
Anche questa settimana si è ormai conclusa e mi aspetta un weekend davvero intenso, in cui non vedo l'ora di immergermi. Oggi vi presento un altro Release Blitz a cui partecipo con piacere, che ha come protagonista il romanzo di Kristen Kyle, Nikolaj, di cui vi avevo parlato lo scorso mese in questo Cover Reveal. Ricapitoliamo le informazioni che vi avevo già presentato e scopriamo cosa ci aspetta!



Titolo: Nikolaj
Autore: Kristen Kyle
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Mafia Romance
Serie di appartenenza: Men of Honor #1
Formato: Ebook
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2017
Prezzo: 1.99€

Trama: Le mie origini mi perseguitano.
Le mie mani sono sporche del sangue dei miei nemici.
Ho lottato per essere libero.
Ho combattuto per conquistare il mio posto nel mondo.
L'ambizione e il successo hanno sempre placato il mio desiderio di riscatto.
Ma non i miei incubi.
Ora finalmente sono sul punto di raggiungere tutti i miei obiettivi e dimenticare il passato.
Sulla mia strada, però, c'è un ostacolo: Anthony Calabrese.
Il boss della mafia italiana mi ha fatto una proposta che non posso accettare.
La guerra è inevitabile, tuttavia non ho bisogno di un esercito.
Isabella Calabrese sarà la mia arma.
La principessa scoprirà che con i russi non si scherza.
Suo padre dovrà scegliere tra il vivere senza il suo cuore o arrendersi a me.
C'è solo un problema.
Gli occhi di Isabella mi scavano dentro, leggono la mia anima corrotta, si insinuano nella mia mente disturbata. Riuscirò a piegarla prima che lei distrugga me?


Men of Honor Serie
- Nikolaj
- Vincent

ESTRATTO 

«Izabella» iniziò, strattonandomi perché non distogliessi lo sguardo dal suo. «Ti avevo avvisato di non sfidarmi» mormorò.
I suoi occhi mi percorsero il viso in modo oltraggioso, provocandomi una stretta allo stomaco.
Sembrava volesse divorarmi. «Non scherzavo» chiarì.
La sua attenzione si spostò sulla mia gola, poi sui miei seni, messi in risalto dal reggiseno a balconcino e dal top striminzito. Mi ero rifiutata di infilare una delle camice da notte che avevo trovato nella mia stanza e indossavo ancora gli abiti che avevo al momento del rapimento.
Le sue pupille si dilatarono, il respiro divenne irregolare. Sembrava gradire ciò che vedeva e una parte vile e traditrice di me esultò nel rilevare la sua approvazione.
«Se mi fai del male, non riuscirai mai a ottenere un accordo con la mia famiglia» sibilai.
Il bruciore al cuoio capelluto mi fece digrignare i denti e due lacrime mi bruciarono le tempie.
«E se non volessi un accordo?» ringhiò in un inglese sempre più contaminato da un accento che un tempo avevo trovato affascinante.
«Non hai i mezzi per combattere i Calabrese. Voi siete solo scarafaggi pronti a divorare i nostri avanzi» soffiai sulle sue labbra.
Era così vicino che avrei potuto baciarlo. Ma quella nave era salpata la sera prima, quando mi aveva strappata al mio mondo e costretta ad assistere a una scena nauseante.
Ora volevo solo fargli del male.
«Non vale nemmeno la pena di giocare quando l'avversario non vale nulla.»
Nikolaj mi spinse sul letto con forza, il volto trasfigurato dalla collera. Ricaddi con violenza sui cuscini e l'aria mi abbandonò i polmoni. La sua mano fu sul mio collo ancor prima che riuscissi a riprendere fiato. Nikolaj piantò un ginocchio sul materasso e si piegò su di me. Tremava dalla rabbia, ma le sue dita erano ferme e mi stavano soffocando.
«Sei prigioniera in casa mia. Tuo padre sa che sei qui ma non osa avvicinarsi per paura che ti faccia del male.»
Abbassò il viso sul mio e sussultai per il disgusto quando sentii la sua lingua leccarmi la guancia.
La sua presa mi impedì di sottrarmi a quell'affronto, la mancanza d'aria mi strozzava le parole in gola.
«Avrai paura anche tu» mi assicurò. «La tua non è una vacanza nella tana del nemico. Non più.»


Booktrailer


GIVEAWAY

Partecipa e prova a vincere una copia del romanzo di Kristen Kyle! 


L'autrice

Kristen Kyle ama la lettura, i gatti e il vino caldo. E' cresciuta guardando Il Padrino e Scarface e ha sempre saputo che prima o poi avrebbe scritto un Mafia Romance.
Che gusto c'è nel descrivere un "man of honor" senza parlare del suo cuore?
Nikolaj è il suo romanzo d'esordio.
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giovedì 19 gennaio 2017

Recensione film: Passengers

Salve lettori, come state?
La scorsa settimana ho approfittato dell'iniziativa Cinema2Day e sono andata al cinema a vedere Passengers, uno dei titoli del 2016 che più mi incuriosiva. Non c'è da stupirsi se un'ora prima dell'inizio erano rimasti solo cinque posti disponibili, ma la sottoscritta, grazie ad un colpo di fortuna, è riuscita a prendere i biglietti - il posto non era dei migliori, prima fila in basso, ma almeno l'ho visto! Tralasciamo il collo indolenzito e il mare di pop corn sul pavimento e parliamo un po' di Passengers.

Regia: Morten Tyldum
Cast: Chris Pratt, Jennifer Lawrence, Michael Sheen e molti altri...
Genere: Fantascienza
Durata: 116 minuti
Anno: 2016

Trama: Durante un viaggio verso una nuova casa su un altro pianeta, due passeggeri vengono svegliati 90 anni prima del previsto per un guasto della nave spaziale. Jim e Aurora si ritrovano con la prospettiva di passare il resto della loro vita a bordo, pur con tutti i comfort possibili, e si innamorano ma scoprono che l'astronave è in grave pericolo. La vita di 5000 passeggeri addormentati dipende da Jim e Aurora, solo loro possono salvarli.

RECENSIONE


Non so quante volte ho guardato il trailer, affascinata dalla storia e dal colpo di scena finale, in cui Jim dice ad Aurora C'è un motivo per cui ci siamo svegliati prima. Le mie aspettative erano alle stelle e, pur non amando particolarmente lo spazio e viaggi spaziali in genere, sapevo che non avrei visto la storia di due astronauti bloccati su un'astronave.

Jim e Aurora sono due dei cinquemila passeggeri della nave Avalon. Dovevano vivere 120 anni in ibernazione, per svegliarsi su un altro pianeta, nel futuro. Jim, però, si sveglia in anticipo e ogni giorno cerca un modo per entrare nelle aree a lui inaccessibili, come la stanza di comando. Dopo un anno di tentativi falliti e di completa solitudine, ad eccezione del barman, un robot senza sentimenti, decide di svegliare un altro passeggero: Aurora, la scrittrice dai capelli biondi, le cui parole nell'intervista lo hanno incantato. Jim è innamorato di lei e per diverso tempo le nasconde il motivo del suo risveglio, giustificandolo come guasto tecnico. Tra i due nasce poco a poco un sentimento reciproco, ma presto dovranno fare i conti con i problemi tecnici dell'astronave, che aumentano ogni giorno di più. Un aiuto prezioso lo riceveranno da un tecnico dell'equipaggio, Gus Mancuso, svegliatosi anche lui in anticipo a causa di un guasto alla propria cella di ibernazione. I due giovani dovranno mettercela tutta per risolvere i problemi della Avalon e salvare non solo le loro vite, ma anche quelle di altri cinquemila passeggeri.

Passengers ci dà l'idea di come saranno in un lontano futuro le crociere. Non più su grandi navi che affrontano i mari, ma su astronavi dirette su altri pianeti simili alla Terra, naturalmente con tutte le comodità. L'unica pecca di questo viaggio sarà appunto il tempo, che costringerà i passeggeri e l'intero equipaggio all'ibernazione, per poi svegliarli pochi mesi prima dell'arrivo a destinazione.
L'idea è allettante, ma potrebbe essere ancora più intrigante se tre passeggeri si svegliassero prima del tempo. Cosa succederebbe, in quel caso? Passengers ci dà la risposta.
Jim è un meccanico, salito a bordo per portare la propria conoscenza sul nuovo pianeta. La sua prenotazione non gli permette di usufruire di tutti gli extra, ma non se la passa male.
Aurora è una scrittrice che ha deciso di partire per portare avanti un progetto ben più grande, curiosa di scoprire cosa le riserva la vita nel futuro. Poi c'è Arthur, il barman robot, l'unica macchina che somiglia all'uomo e con cui Jim si confida ogni sera. Mi ha ricordato il barman di Shining, ma senza quell'aspetto inquietante e psicologico. Infine c'è il tecnico dell'equipaggio, Gus, il personaggio più utile e inevitabilmente destinato a durare giusto il tempo di impartire compiti ed istruzioni. 
La vita sulla Avalon procede tranquillamente, almeno fino a quando il sistema non inizia a presentare problemi. Jim e Aurora saranno gli unici in grado di riparare i guasti e mettere in salvo le proprie vite e quelle dei passeggeri anche se, a differenza di questi ultimi, loro non vedranno mai la destinazione.

Lo spettatore viene immediatamente catapultato nel futuro, già a bordo dell'astronave Avalon. Dopo il risveglio di Jim, scopriamo man mano tutte le comodità di cui i passeggeri usufruiranno una volta svegli, ma da subito ci rendiamo conto di un problema irrisolvibile: chi si sveglia prima del tempo non potrà rimettersi a dormire, perciò è destinato a vivere nell'astronave e a non vedere mai la destinazione. Il gesto compiuto da Jim, spinto dall'esasperazione e dalla completa solitudine, mi ha stupita. Dal trailer mi aspettavo tutt'altro, un risveglio di entrambi dovuto allo stesso problema, ma alla fine mi sono chiesta se non sarebbe risultato monotono e scontato. Jim commette un omicidio, come lo definisce Aurora, svegliandola e costringendola al suo stesso destino. Ma senza di loro l'astronave che fine avrebbe fatto? Sarebbe quasi sicuramente andata distrutta e tutti i passeggeri sarebbero morti, perciò si può forse dire che il guasto che ha svegliato Jim e, successivamente Gus, sia stato un colpo di fortuna.
La pellicola scorre veloce, coinvolgendo sin da subito lo spettatore. L'uso della computer grafica è inevitabile, poiché è l'unico modo in cui si può rappresentare il futuro e tutte le possibili tecnologie di cui il mondo disporrà. Non mancano scene più leggere e divertenti, in perfetto contrasto con quelle ricche di tensione e azione. La storia, a mio parere, è ben costruita, senza punti morti e senza interrogativi a cui non vi è risposta. L'unica cosa che non mi è piaciuta e che ho trovato molto banale, è stato il finale. Speravo in un colpo di scena, in una decisione che mi lasciasse a bocca aperta, ma è tanto prevedibile quanto banale: la vita in due non è così male, sembra dirci, con tutte le comodità illimitate di cui disponiamo, perciò che importa?


Voto
★★★★✰

mercoledì 18 gennaio 2017

Release Blitz: Razov di Giovanna Roma + Giveaway

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi sono completamente frastornata, perdo i giorni e per un attimo ho temuto di aver saltato qualche appuntamento importante. Ora che ho controllato i miei programmi, sono più tranquilla, ho la situazione sotto controllo - o quasi!
In questa mattinata di sole - neve dove sei? - vi propongo un evento speciale, il Release Blitz del romanzo Razov di Giovanna Roma, di cui vi avevo già parlato durante il Countdown & Cover Reveal.
Oggi, oltre a ricapitolare le informazioni sul libro che vi avevo già presentato in precedenza, potrete leggere un estratto inedito del romanzo e partecipare al Giveaway per provare a vincere una copia del libro. Inoltre lo potrete acquistare ad un prezzo speciale, a solo 1.99€ per tutta la durata del Release Blitz.



Titolo: Razov
Autore: Giovanna Roma
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Dark Romance
Serie di appartenenza: Deceptive Hunters #2
Formato: Ebook
Numero pagine: 200
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2017
Prezzo: 1.99€ dal 17 al 24 gennaio (in seguito sarà 2.99€)

Trama: Poche cose mi interessano davvero: le banconote di grosso taglio e le armi. Tutto quello che non è compreso in queste due categorie è tagliato fuori.
Lisa Petrova rientrava nella seconda.
Era la scelta per sbaragliare la concorrenza e rafforzare il mio Impero. Era la garanzia di un caricatore d'arma d'assalto a vita.
Poi mi è esplosa tra le mani. La sicura che la conteneva si è sganciata. Inganni e segreti sono saltati in aria. Il mondo di entrambi si è capovolto. Strano a dirsi, ma non potevamo essere più distanti di così.
Era convinta che fossi il mandante della Morte, mentre io concedo, ai popoli in lotta, il potere di difendersi.
Se non lo credete, avete un'errata concezione di ciò che è giusto e sbagliato.
Permettetemi di aggiustarvi.


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ESTRATTO INEDITO

Quanto credi che gli importi di una misera dottoressa di terz'ordine?» Allunga un braccio dietro di sé, indicando il resto degli invitati. «Tu sei sotto di lui, come sotto chiunque in questa festa.»
Li guardo uno a uno. Pochi sembrano badare a noi.
«Sei uno strumento, un mezzo per un fine. Vali meno di niente e morta saresti rimpiazzata in un baleno. Non importa se Razov ti presenti come il suo nuovo asso nella manica, se ti veste dei gioielli di famiglia...» dicendolo, brucia con uno sguardo disgustato il mio collier. «O se ti regala il più indecente dei vestiti. La sua mente è un meraviglioso pozzo di atrocità, non conosce il fondo, rinnega la decenza, ogni forma di umanità e tu sei indegna di tutto questo e te ne accorgerai quando non avrà più bisogno di te. Potrai scappare, rintanarti in capo al mondo, ma lui ti scoverà. Non esisteranno mai delle porte chiuse per Razov, sussurri che gli sfuggiranno. Ti troverà, odorando la tua paura e distruggerà chiunque cerchi di nasconderti.»


Booktrailer


GIVEAWAY

Partecipa e prova a vincere una copia del romanzo di Giovanna Roma!

L'autrice

Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi La mia vendetta con te, il suo sequel Il Siberiano, la serie Deceptive Hunters e lo storico Il patto del marchese.
Segui l'autrice: Blog / Facebook / Twitter / Pinterest / Goodreads / Google + / YouTube


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martedì 17 gennaio 2017

Segnalazione librosa: Ritratti d'artista

Buon pomeriggio, cari lettori!
Per la giornata di oggi era prevista neve, ma di fiocchi ancora nessuna traccia. Spero che nelle prossime ore ci sia qualche cambiamento e intanto vi propongo una nuova Segnalazione librosa doppia per omaggiare Renato Guttuso, in cui vi presento il libro e il film in uscita il 18 gennaio

RITRATTI D'ARTISTA - RENATO GUTTUSO RACCONTATO DA POETI E SCRITTORI


Il 18 gennaio, in occasione del 30° anniversario della scomparsa di Renato Guttuso usciranno il libro Ritratti d'artista. Renato Guttuso raccontato da poeti e scrittori e la nuova edizione del film documentario  La vita è arte. Renato Guttuso, l'artista e il suo tempo.   
Renato Guttuso ha lasciato una galleria immensa di ritratti di personaggi della vita culturale, sociale e politica. Nel libro Ritratti d'artista sono invece alcuni dei più importanti scrittori e poeti a raccontarlo in una serie unica di "ritratti",  pubblicati tutti insieme per la prima volta. 
Al centro del dibattito culturale e politico del Novecento, per la vastità della sua produzione, la varietà di influssi artistici, lo sguardo che interrogava incessantemente gli uomini e la storia, la sua "narrazione" colta e insieme popolare, la sua stessa natura di uomo curioso e problematico che non temeva l'azzardo o la contraddizione, la figura di Renato Guttuso è narrata in questo libro in una serie unica di ritratti, finalmente riuniti in un unico volume,  tra cui quelli di due premi Nobel per la letteratura e altre testimonianze finora difficilmente reperibili
Gli scrittori Corrado Alvaro, Giovanni Arpino, Stefano D'Arrigo, Ilja Ehrenburg, Dominique Fernandez, Carlo Levi, Elsa Morante, Alberto Moravia, Giacomo Noventa, Goffredo Parise, Guido Piovene, Enzo Siciliano, Mario Soldati, Giovanni Testori, Elio Vittorini e i poeti Rafael Alberti, Raffaele Carrieri, Pablo Neruda, Pier Paolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, raccontano in Ritratti d'artista non solo l'uomo, ma anche uno spaccato del mondo di idee politiche e di ricerca culturale di un artista al centro delle vicende di un secolo.
Frutto di ricerche durate più di due anni, svolte dal Cile alla Russia, dalla Francia all'Italia, il libro è anche un'importante testimonianza sulla diversità di stili, di approcci all'arte di alcuni grandi autori del Novecento, tra i più conosciuti ed eminenti, che hanno narrato Guttuso come uomo, come pittore e come intellettuale con un'acutezza e una libertà sconosciute anche ai più brillanti storici e critici di professione. Un filo rosso lega segretamente tutti gli interventi letterari dedicati al "ragazzo di Bagheria": la sensazione, o meglio la consapevolezza di avere come interlocutore il Pittore Civile che l'Italia non aveva mai avuto prima. 

LA VITA E' ARTE 

Guttuso ritrae Pablo Neruda - Roma, anni '50
Nella riedizione del film documentario La vita è arte, Renato Guttuso e il suo tempo, che esce allegato al libro Ritratti d'artista sono presenti ampi brani del suo testamento artistico-culturale, l'ultima intervista che Renato Guttuso rilasciò al regista Giancarlo Bocchi nel luglio del 1986, alcuni mesi prima della scomparsa. Il film contiene documenti e sequenze inedite, come le pellicole familiari in 8 mm che lo ritraggono a casa di Pablo Picasso o in Olanda con Karel Appel o durante un viaggio in Sicilia alla ricerca delle sue radici, i numerosi scatti fotografici con Pablo Neruda, le immagini tratte dagli archivi russi dell'artista in Unione Sovietica per  ricevere il premio Lenin per la pace. La vita è arte si può avvalere inoltre del corpus di ben 500 pagine dei "Quaderni" di Guttuso, nella quasi totalità inediti, che il regista ha scoperto in vari anni di ricerca per il documentario, cinquecento e più pagine che meriterebbero di essere nuovamente sfogliate e pubblicate nella loro integrità.
Il film racconta non solo il Guttuso artista, ma l'uomo che dal nulla divenne ricco, famoso, conosciuto da tutti, odiato o amato come un simbolo, figlio di un agrimensore di Bagheria liberale e anticlericale che gli insegnò ad amare l'umanità dolente e disperata della loro Sicilia e gli tramandò il senso di giustizia, di uguaglianza sociale, di irrequietezza visionaria che vibrerà in ogni sua pennellata, in ogni tratto di carboncino, in ogni ritratto, in ogni nudo, in ogni natura morta, in ogni martire crocifisso, nei suoi cieli agitati, nelle scene di massa come nei poveri oggetti quotidiani, tutti ugualmente investiti e stravolti da una rara passione artistica e civile. Ma allo stesso tempo una profonda e costante riflessione sulla creazione artistica che fa di Renato Guttuso una figura essenziale della resistenza culturale contro la guerra invisibile che l’umanità ha dichiarato e continua a combattere contro se stessa. 

lunedì 16 gennaio 2017

Intervista all'autore: Roberto Gerilli

Buon lunedì, cari lettori!
Avete trascorso un buon weekend? Io ho dedicato la serata di ieri alla lettura del libro, che procede un po' a rilento, ma almeno procede.
Per iniziare al meglio la settimana, vi propongo l'intervista all'autore Roberto Gerilli, di cui ho letto con molto piacere Vietato leggere all'Inferno
Se volete saperne di più su questo romanzo, potete trovare tutte le informazioni e i link d'acquisto in questa Segnalazione librosa. Detto ciò, direi che possiamo passare alle domande che ho avuto il piacere di porre all'autore.

INTERVISTA ALL'AUTORE: ROBERTO GERILLI


Ciao Roberto e benvenuto su Cinebooks Blog! È un vero piacere poter fare quattro chiacchiere con l'autore di un libro che mi è piaciuto così tanto! Prima di iniziare, cosa ne dici di parlarci un po' di te?
Anche per me è un piacere rispondere alle domande di qualcuno che ha apprezzato il mio romanzo! Okay, allora, vediamo un po'... sono Roberto Gerilli e sono un libromane. Leggo romanzi di qualsiasi genere e di qualsiasi lunghezza, e adoro l'odore della carta, non posso farci nulla. Oltre alla mia assuefazione letteraria, ho molti altri vizi: sono un appassionato di cinema, guardo decine di serie TV all'anno e sono un discreto consumatore di fumetti (Marvel, per lo più). Insomma, forse è meglio che mi stiate lontano se non volete essere contagiati.

Il tuo romanzo è intitolato Vietato leggere all'Inferno. La scelta di tale titolo è legata all'inferno che vive Amleto, così come ogni lettore, dopo l'entrata in vigore della legge Montag o vi è qualche altra cosa che lo ha ispirato?
Mi piacerebbe darti ragione e dirti che il titolo ha un significato metaforico profondo. In realtà l'ho scelto solo perché pensavo rispecchiasse il tono pulp del romanzo. Sono un disastro con i titoli e tutti quelli che hanno collaborato con me possono testimoniarlo. Però la tua versione mi piace molto e non escludo di usarla in futuro. Posso, vero? ;)

I genitori di Amleto sono dei veri appassionati di Shakespeare, tant'è che hanno chiamato il proprio figlio come un'opera dello scrittore. Hai anche tu una passione per questo autore o è stata una scelta casuale?
Al liceo avevo una professoressa di inglese che ogni estate ci consigliava dei libri da leggere. Non erano compiti, ma consigli (uno di questi fu proprio Fahrenheit 451). Un giorno spiegò che Shakespeare andava riletto più volte, a distanza di tempo, perché ogni lettura trasmetteva emozioni differenti a seconda dell'età e delle esperienze vissute. E' una cosa che mi ha colpito molto. E poi ritengo le opere di Shakespeare la base di tutta la narrativa moderna. Qualsiasi storia inventi, lui l'ha già scritta.

So che in Amleto c'è anche un pezzettino di te. Avete in comune solo l'amore per i libri o condividete qualche altra passione?
Quella per il cinema d'azione anni '80, sicuramente, e anche il dilemma di Arma Letale: si parte al tre oppure si conta uno, due e tre e poi si parte?
Abbiamo molto altro in comune, ma non posso dirlo, altrimenti violerei il segreto professionale tra scrittore e personaggio.

Nell'Italia in cui vive Amleto è in vigore la legge Montag, che considera illegale la letteratura al pari di qualsiasi droga o sostanza stupefacente. Com'è nata l’idea di tale legge? Ti sei ispirato a qualche fatto storico o è pura immaginazione?
Il nome è un omaggio a Fahrenheit 451, mentre la legge è ispirata a un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti alla fine degli anni '50. Nel 1954 lo psichiatra Fredric Wertham pubblicò un saggio, Seduction of the Innocent, nel quale sosteneva che i fumetti dell'epoca fossero una delle principali cause della delinquenza giovanile. L'opera fu un caso editoriale che allarmò tutti i genitori americani, provocando il crollo delle vendite dei fumetti e un'inchiesta ufficiale aperta dal Congresso degli Stati Uniti. A seguito dell'avversione generata, le case editrici di fumetti dovettero auto-censurarsi imponendosi il Comics Code Authority, rispettato addirittura fino agli anni '80.
Ho scoperto questa vicenda mentre lavoravo a Vietato leggere all'Inferno e ho capito subito che sarebbe stata l'ispirazione perfetta per l'ambientazione che avevo in mente. La legge Montag sembra assurda, certo, ma è solo poco distante dall'assurdità vissuta dal mondo del fumetto americano.

La vita di Amleto è alquanto ordinaria. Come mai Eleonora sceglie proprio lui per mettere in atto il suo progetto?
Forse Eleonora ha preso informazioni su tutti i piccoli criminali di Ancona, o forse è stato solo un caso. Come dice lo stesso Amleto, Eleonora è il deus ex macchina della sua vita, arriva all'improvviso e gli stravolge l'esistenza. Quando hai la fortuna di incontrare persone così importanti non ti chiedi perché abbiano scelto te, anche se Amleto non è convinto di essere stato tanto fortunato.

Allontaniamoci per un momento dalla storia per una domanda di cui sono curiosissima di leggere la risposta. Qual è l'aspetto più bello e quello più brutto di scrivere un romanzo distopico?
Il più brutto è che la gran parte dei lettori e degli addetti ai lavori tende a non prenderti sul serio, pensano sia un'altra storiella fantasy, e il fantasy ormai ha rotto le scatole a tutti. E' frustrante. C'è però un aspetto più bello: scrivendo una distopia puoi inventare una storia con più livelli di lettura, soprattutto se scegli un mondo solo in apparenza diverso dal nostro.

Si può cogliere una vena polemica nei confronti del mondo editoriale italiano. Cosa ne pensi e cosa suggeriresti per migliorarlo?
Credo che l'editoria italiana sia un mondo alla rovescia: gli editori influenzano il mercato con campagne promozionali più o meno faraoniche e molti lettori hanno perso la voglia o la capacità di distinguere un buon libro, comprano semplicemente quello con la pila di copie più alta. E' facile dare la colpa agli editori – che al massimo sono grandi complici – ma siamo noi lettori che compriamo l'ultimo non-libro di Fabio Volo e lo facciamo salire ai primi posti della classifica dei best-sellers. Forse sono un po' ingenuo, ma credo che i lettori abbiano il potere di migliorare e cambiare l'editoria italiana: un libro alla volta.


Cari lettori, questa era l'ultima domanda per oggi! 
Ringrazio ancora una volta Roberto Gerilli per la sua disponibilità, è stato un vero piacere intervistarlo e soprattutto poter leggere il suo bellissimo romanzo.
Se ancora non l'avete letto, vi consiglio vivamente di recuperarlo, perché state certi che vi sorprenderà! 

venerdì 13 gennaio 2017

Recensione: L'amore ai tempi della neve

Salve lettori!
La settimana è volata e siamo già a venerdì, ultimo giorno prima del weekend. Come procedono le vostre letture? Avete programmi per il fine settimana? Oggi voglio proporvi la recensione della mia ultima lettura, che ho terminato la settimana scorsa - anche se avevo in programma di terminarla entro il 31 dicembre, in modo da iniziare il nuovo anno con qualcosa di nuovo. Purtroppo me lo sono trascinata per quasi due settimane, ma finalmente ce l'ho fatta! Si tratta di una rilettura, in realtà, perché il libro in questione, L'amore ai tempi della neve di Simon Montefiore, l'avevo già letto qualche anno fa, ma non ero sicura di aver colto ogni aspetto. Così ho pensato di riprovarci, più matura ed istruita, e forse qualcosa è cambiato.



Autore: Simon Montefiore
Casa editrice: Corbaccio
Genere: Romanzo
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 448

Trama: Mosca 1945: mentre Stalin si appresta a festeggiare la vittoria sui nazisti insieme ai suoi più stretti collaboratori, poco distante risuonano due spari. Un ragazzo e una ragazza vengono trovati morti su un ponte. Ma i giovani non sono persone qualsiasi, bensì appartengono a due delle famiglie più influenti e più vicine a Stalin e frequentano entrambi il collegio più esclusivo, dove studia tutta la nuova élite politica e intellettuale dell'Unione Sovietica. Si tratta di un omicidio? Di un doppio suicidio? Di una cospirazione contro lo Stato? Le indagini si svolgono sotto il diretto controllo di Stalin, che fa interrogare i compagni di scuola costringendoli a testimoniare contro i loro amici, i loro fratelli e i loro stessi genitori, in una terribile caccia alle streghe che porta alla luce amori illeciti e segreti famigliari e in cui il più piccolo sbaglio può significare una condanna a morte... Emozionante, avvincente, storicamente dettagliato, L'amore ai tempi della neve trasporta il lettore in un mondo e in un'epoca di grandi passioni, amori e tradimenti.




RECENSIONE


Dopo la prima lettura di questo libro, ero rimasta un po' confusa e non mi era piaciuto molto. La colpa era principalmente mia, la mia scarsa conoscenza della storia non mi permetteva, a quel tempo, di capire e relazionare gli eventi storici che si susseguono durante la narrazione. Poi, lo scorso mese ho deciso di riprovarci, di dare una seconda possibilità a questo romanzo la cui copertina mi ha sempre affascinata. Stavolta non avrei mancato nessun passaggio: armata di conoscenza storica e curiosità, mi sono addentrata nelle pagine del libro.

24 giugno 1945, Parata della Vittoria a Mosca. Mentre i soldati e i carri armati sfilano lungo la strada e la grande folla impedisce il più piccolo movimento, si sentono degli spari. Due ragazzi vengono ritrovati senza vita sul ponte e la polizia inizia subito ad indagare, perché non si tratta di due ragazzi qualunque, ma di figli di uomini al potere, collaboratori di Stalin. Si tratta di omicidio, suicidio o cospirazione? Iniziano così gli interrogatori ai compagni di scuola dei due giovani, che arriveranno a coinvolgere anche le loro famiglie e un solo passo falso gli farà ottenere il biglietto per la condanna a morte. 

L'amore ai tempi della neve porta immediatamente il lettore indietro nel tempo, nella Mosca di Stalin, nel 1945. La storia si apre in medias res, con gli spari e il ritrovamento dei due corpi senza vita sul ponte, ma dopo il primo capitolo si ripercorre dall'inizio tutto ciò che è accaduto prima del 24 giugno, giorno della Parata della Vittoria. Nella Scuola 801 sono ammessi solo studenti appartenenti a famiglie benestanti e i nostri protagonisti sono figli dei collaboratori di Stalin, eccetto uno: Andrej.
Lui ha alle spalle una situazione difficile, suo padre è stato arrestato e portato via e da allora cerca di sopravvivere insieme alla madre, comportandosi da buon bolscevico e stando alla larga dai guai.
E' l'ultimo arrivato nella scuola e fa subito la conoscenza di alcuni compagni di classe: Nikolaša, Rosa, Minka, Vlad, George e Serafima. Ha la fortuna di capitare nella classe del professor Golden, un giovane che riesce a trasmettere il suo amore per la letteratura, in particolare per Puškin, ai suoi alunni, iniziando ogni lezione con la solita frase "Cari amici, adorabili romantici, nostalgici sognatori". I suoi alunni lo adorano, ma è proprio a causa di Puškin che finiranno tutti nei guai.
Nikolaša ha creato insieme ai suoi amici Il Club degli Inguaribili Romantici: entrare a farne parte non è semplice e tutto ciò che riguarda il gruppo è scritto in un quaderno di velluto rosso, ovviamente top secret. Dopo il ritrovamento dei due ragazzi sul ponte, ogni compagno di scuola è considerato un sospettato e viene prelevato e interrogato. Gli interrogatori durano giorni, in condizioni estreme e ogni parola di troppo potrebbe rivelarsi fatale. Tutto ciò che interessa alla polizia è scoprire se si è trattato di omicidio, suicidio o cospirazione, ma lentamente le domande si spostano sul piano personale, non riguardano più il caso dei ragazzi ma le famiglie dei sospettati.
L'autore afferma che si tratta di un romanzo che parla di vita privata e non di politica, e credo sia proprio così. Se in un primo momento si pensa che il lato storico sia molto presente, man mano che si avanza ci si avvicina e si conoscono sempre di più i personaggi, scoprendo emozioni e segreti che nessun altro conosce, in primis il Partito.
La storia contiene elementi storici romanzati, che rendono il tutto più reale e intenso. Mi ha colpito molto il modo in cui si svolgono gli interrogatori, come tutto venga capovolto per ordine di chi è al potere, lo stesso in grado di affondare ogni persona, ogni famiglia.

Lo stile narrativo non mi ha convinta del tutto, molte parti le ho trovate lente e poco coinvolgenti, soprattutto all'inizio, mentre la parte finale l'ho letta tutta d'un fiato.
In queste pagine si trova un mistero, che permette al lettore di scoprire i lati più segreti della vita privata dei personaggi più o meno coinvolti. Ho amato il professor Golden, con il suo entusiasmo in grado di trasmettere ai propri allievi la passione per la letteratura, ma soprattutto il suo coraggio. 
Grazie alla mia conoscenza ben più approfondita della storia, sono stata in grado di catturare tutti gli elementi storici, facendo tesoro di quelli che ancora non sapevo, e di apprezzare a pieno il tempo e il luogo in cui la vicenda si svolge.
E' stato il primo romanzo con cui mi sono approcciata a questo autore, ma sono curiosa di leggere un altro suo famoso lavoro, Sašenka.


Se come me amate la Russia e volete fare un salto indietro nel tempo, mettendovi al fianco dei protagonisti durante gli interrogatori e scoprendo lati nascosti e segreti di famiglia, questo romanzo fa al caso vostro!

Voto
★★★✰✰

giovedì 12 gennaio 2017

Segnalazione librosa: Una maschera sul cuore

Buongiorno, lettori!
Oggi vi propongo una nuova segnalazione librosa, presentandovi un libro pubblicato il mese scorso che nessun amante dei romance NA potrà perdere. Sto parlando di Una maschera sul cuore di Simona Busto, un'autrice indie emergente. Sarà anche la mia prossima lettura, perciò ne sentirete parlare ancora qui sul blog. Scopriamo insieme di cosa si tratta!


Autore: Simona Busto
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Romance
Formato: Ebook / Cartaceo
Numero pagine: 288
Prezzo: Cartaceo: 11.02€ / Ebook: 2.99€
Link d'acquistoAMAZON

Trama: Christian Lobianco è un giovane attore italo-americano che sta vedendo la propria carriera giungere a un prematuro tracollo. Per ovviare al problema accetta un ruolo impegnativo e drammatico, che potrebbe portarlo di nuovo sotto le luci della ribalta. Per spingerlo a entrare nel ruolo di un giovane operaio in tempo di crisi, il suo agente lo obbliga a recarsi a Milano, dove è meno facilmente riconoscibile, e rimboccarsi davvero le maniche nel reparto produttivo di una fabbrica. Eva Castelli ha solo vent'anni, ma la vita l'ha già obbligata ad abbandonare qualsiasi sogno. Le resta una sola passione, quella per il canto, coltivata con fatica e sacrificio. Entrambi indossano una maschera che cela sentimenti e aspirazioni. La passione che li infiamma sin dal primo sguardo minaccia di ridurre in cenere i travestimenti che li proteggono. Vale la pena scoprire il vero aspetto delle loro anime? Quando la maschera sarà svanita in una nuvola di fumo, scopriranno di potersi amare e o resteranno delusi dalle reciproche fragilità? Nel grigio freddo della Milano invernale, due ragazzi impareranno a scoprirsi.

mercoledì 11 gennaio 2017

Recensione film: Joy

Buon pomeriggio, lettori!
Durante le vacanze natalizie ho avuto modo di recuperare qualche film che mi ero lasciata sfuggire all'uscita nelle sale e sono felice di potervene finalmente parlare. Il primo titolo che vi propongo è Joy, ispirato alla vita di Joy Mangano, che mi ha fatto provare emozioni contrastanti.

Regia: David O' Russell
Cast: Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper e molti altri...
Genere: Drammatico
Durata: 124 minuti
Anno: 2015

Trama: Joy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall'adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni. Liberamente ispirato alla vita di Joy Mangano, inventrice di prodotti per la casa di enorme successo e star delle televendite americana, Joy ci trasporta nel mondo dell'umile ma travagliata famiglia Mangano e della figlia ribelle che è partita dal nulla per creare un impero. Animata da un forte istinto creativo, ma anche dal desiderio di aiutare le persone intorno a sé, Joy dovrà affrontare il tradimento, l'inganno, la perdita dell'innocenza e le ferite dell'amore prima di trovare la forza ed il coraggio di inseguire i propri sogni. Il risultato è una commedia umana e toccante su una donna alle prese con lo spietato mondo del commercio, col caos della sua famiglia e con i misteri dell'ispirazione creativa. E sulla sua capacità di trovare, in mezzo a tutto ciò, la felicità.


RECENSIONE


La storia inizia con una Joy bambina, che ama inventare e costruire cose e passare il tempo con la sua amica del cuore. Poi cresce e conosciamo la Joy adulta, la cui vita non è affatto facile. E' divorziata, ha due figli a cui badare e una madre che vive in camera sua, perennemente incollata al televisore a guardare telenovelas. Lavora nel servizio a terra di una compagnia aerea, che presto complicherà ancora di più la sua vita chiedendole di fare il turno di notte. Inoltre, l'ex marito e il padre, vivono nel seminterrato e tra i due non scorre buon sangue.
Un giorno, pulendo il ponte di una barca, Joy si ferisce le mani con i cocci dei bicchieri rotti e proprio in quel momento le viene l'idea che porterà sul mercato un nuovo strumento per la pulizia della casa.
Grazie al sostegno dell'ex marito, della sua migliore amica e all'appoggio economico della nuova fidanzata di suo padre, riuscirà a costruirlo e perfezionarlo, ma non sarà facile pubblicizzarlo e venderlo.

Già all'inizio della pellicola si può intuire che Joy non avrà una vita facile. Ha un pessimo rapporto con la sorellastra Peggy e, in seguito, dovrà sopportare il divorzio dei genitori. Quando conosce Tony, un ragazzo con la passione per il canto, se ne innamora e lo sposa, illudendosi che la sua vita, la loro relazione, non sarà come quella dei genitori, che non fallirà. Nonostante il divorzio, dopo due anni Tony vive ancora nel seminterrato di Joy e l'appoggia quando decide di realizzare il suo progetto.
La madre è completamente incapace di gestire la casa e la famiglia, poiché da anni vive nella sua stanza e guarda telenovelas tutto il giorno. Tutto il peso ricade, quindi, sulle spalle di Joy, che sopporta fatiche e fallimenti senza lamentarsi. Ma quando decide di realizzare la sua idea, non si lascerà fermare da nessuno.
La storia, come accennato prima, mi ha fatto provare emozioni contrastanti. Le persone su cui Joy poteva contare si rivelano opportuniste, pronte a deluderla e farla fallire. L'unico personaggio che, diversamente da quanto si possa pensare, si accorge delle incongruenze nei contratti e nelle promesse fatte - sebbene nessuno gli dia ascolto - e che, nonostante tutto, le rimane vicino, è l'ex marito Tony.
L'ascesa di Joy è lenta, difficoltosa e intralciata da mille ostacoli. Ho esultato quando è riuscita ad ottenere ciò che voleva, mi sono addirittura commossa, ma quando è arrivato il fallimento, la delusione, non ho potuto contenere la rabbia. Una rabbia verso il mondo ingiusto degli affari, verso tutti coloro che fingevano di appoggiarla ma che, in realtà, non facevano altro che truffarla.
Joy, però, non si è fatta mettere i piedi in testa, era determinata a concludere il suo progetto e così è stato. 
Oggi siamo abituati a vedere strumenti come il mocio per le pulizie, o qualsiasi altra cosa inventata anni fa e diventata parte della nostra quotidianità, ma è stato davvero interessante vedere come tutto ha avuto origine, cosa hanno dovuto passare gli inventori e le inventrici come Joy.
E' senza dubbio un film coinvolgente, senza punti morti, che ha la capacità di emozionare e far entrare in sintonia spettatore e protagonista.
Con un cast di attori incredibile, Joy vi farà scoprire cosa si cela dietro alle grandi invenzioni, seguendo la crescita del personaggio e la sua determinazione per ottenere ciò che vuole.


Voto
★★★★✰

martedì 10 gennaio 2017

Storie che mi hanno lasciato il segno

Buon pomeriggio, lettori!
In questo momento sono rintanata sotto le coperte e combatto contro il freddo glaciale che ha deciso di farci visita, ammirando dalla finestra qualche minuscolo fiocco di neve che cade qua e là.
Prima che la connessione - già poco stabile - mi abbandoni del tutto, ho pensato che fosse il caso di proporvi un nuovo appuntamento con la rubrica di consigli letterari e non solo: Bookish Advice.
Oggi ho pensato di consigliarvi due libri che mi hanno colpita, le cui storie mi hanno fatto aprire gli occhi davanti a certi problemi, a certe situazioni, che alcune persone là fuori che purtroppo hanno e vivono, affrontandole giorno dopo giorno. Questi due titoli li ho letti qualche anno fa e li trovo adatti all'età adolescente - ma non solo -, poiché mettono il lettore faccia a faccia con certe tematiche molto spesso scansate nella vita quotidiana. E' stato un modo anche per conoscere altri periodi storici diversi da quello in cui viviamo, caratterizzati da usi e stili di vita differenti, anche se le protagoniste in questione vivono situazioni difficili e non così comuni.                           

NOI, I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO - CHRISTIANE F.


Pubblicato nel 1978 da due giornalisti e da Christiane Vera Felscherinow, questo libro racconta una storia vera, quella dell'autrice stessa, riguardante la sua adolescenza, la caduta nel tunnel della tossicodipendenza e della prostituzione. E' una storia in grado di coinvolgere il lettore, facendogli ripercorrere le strade e le vicende al fianco di Christiane. E' solo una ragazzina quando la conosciamo nelle prime pagine del libro. Seguiamo la separazione dei genitori, le sue prime cotte, le amicizie vecchie e nuove e la dipendenza da eroina. Il libro è un'insieme di interviste e confessioni, molto scorrevole e coinvolgente. E' senza dubbio una lettura che rimane nella memoria per diverso tempo, simbolo di una generazione caduta troppo spesso vittima delle droghe.
Per chi fosse interessato, anche se immagino che molti di voi lo sappiano già, esiste la trasposizione cinematografica, uscita nel 1981 e che potete trovare con il medesimo titolo.



PUSH: LA STORIA DI PRECIOUS JONES - SAPPHIRE


Questa storia, sebbene inventata, è estremamente reale e attuale. Pubblicata nel 1996, racconta la vita di Precious Jones, un'adolescente di sedici anni che deve fare i conti con il bullismo, il sovrappeso e la sua famiglia. E' rimasta incinta di suo padre a 12 anni e lo è di nuovo. Per questo è rimasta indietro con la scuola e sua madre, gelosa, la tratta molto male. Precious però non è stupida come sua madre e tutti i suoi compagni credono: è intelligente, curiosa e determinata a continuare gli studi. La motivazione più grande viene dalla sua insegnante, Miss Rain, che le insegna a leggere e scrivere, incitandola a tenere un diario. Sebbene le sue parole siano in un primo tempo incerte e non proprio corrette, la storia che racconta è compresibilissima. La sua vita è un inferno, ma Precious non vuole arrendersi. La storia che questo libro di Sapphire racconta è tragica, complicata, a cui la cui protagonista riesce però a dare speranza, realizzando sogni e mettendo su carta i propri desideri. La povertà e la violenza sono protagoniste della vita di Precious, ma è disarmante la determinazione con la quale vuole eliminarle, cercando di costruirsi una vita migliore. 
Una lettura senza dubbio toccante, forse resa più complessa a causa dello stile narrativo utilizzato dall'autrice, che si è voluta immedesimare nella protagonista, scrivendo intenzionalmente in modo scorretto. In un primo momento l'ho trovato strano, ma alla fine penso sia un modo in più per essere coinvolti nella storia. Anche di questo potete trovare la trasposizione cinematografica, uscita nel 2009 e abbastanza fedele al libro.


Ed eccoci giunti al termine di questo appuntamento con la rubrica Bookish Advice. 
Ho pensato tanto a quale tema affrontare oggi e alla fine sono soddisfatta dei titoli che ho condiviso con voi. Fanno parte del mio bagaglio letterario, soprattutto Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino che mi ha molto toccata. Il bello dei libri è che ci permettono di viaggiare in luoghi e tempi lontani, facendoci conoscere sempre personaggi diversi, ma a volte è bene allontanarsi per un attimo dal cielo sempre azzurro e i giardini di rose rosse, per avvicinarsi a storie più complesse, che ci permettono di conoscere ciò che ci circonda, la realtà che alcune persone purtroppo vivono o che hanno vissuto, permettendoci di affrontare argomenti che spesso si preferisce scansare.
Oltre a consigliarvi i due titoli sopra, vi consiglio anche i relativi film, che ho visto e che mi sono piaciuti davvero molto! Spero che questo appuntamento vi sia piaciuto e non dimenticatevi di farmi sapere cosa ne pensate e quali titoli consigliate voi!