mercoledì 20 settembre 2017

Recensione: Signora Auschwitz - Il dono della parola

Buon pomeriggio, lettori!
Ieri sono finalmente arrivati i risultati del secondo test di ammissione e sono positivi, perciò ora sto facendo tutto ciò che serve per l'immatricolazione e i vari test che mi aspettano. Perdonatemi, quindi, se sarò meno presente del solito, ma prometto di essere il più attiva possibile. Naturalmente, l'università sarà per me qualcosa di nuovo, perciò dovrò imparare a gestire bene i tempi, se voglio mantenere attivo questo angolino. Dopo questo aggiornamento sulla mia vita da studentessa, direi di passare al vero argomento di questo post: la recensione di un libro che ho letto il mese scorso, Signora Auschwitz - Il dono della parola di Edith Bruck, che ho trovato davvero interessante.


Autore: Edith Bruck
Casa editrice: Marsilio
Genere: Biografia
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 93

Trama: «Un'impacciata studentessa rivolgendomi una domanda mi chiamò "Signora Auschwitz". Luogo che abitava il mio corpo e che mi sentivo anche addosso, come una camicia di forza sempre più stretta, che negli ultimi due anni mi stava letteralmente soffocando, senza che fossi capace di liberarmene.» Ha inizio così il viaggio negli oscuri tormenti dell'anima di una "sopravvissuta", destinata a dibattersi tra i lacci di una memoria cui non si scappa e il desiderio di liberarsi del peso insopportabile di un passato che la inchioda nel ruolo di "testimone". Obbligata a rendere conto di un orrore che non si lascia raccontare e rinnova il sentimento di una perdita irreparabile, la "sopravvissuta" non può andare "oltre" e ritrovare una serena normalità, è costretta ogni volta a ricominciare da capo. Eppure al destino non si sfugge e "il dono della parola" è anche il suo eterno tormento; il dovere di non dimenticare si capovolge nella condanna a ricordare e soffrire e il desiderio di fuga riaccende un insopprimibile senso di colpa, come se il silenzio sottintendesse un vergognoso tradimento. Un racconto sul dolore della memoria, la distanza che allontana dall'indifferenza degli altri, la disperazione di fronte all'incredulità, l'eroismo necessario per raccontare l'orrore che si è vissuto. «Chi ha Auschwitz come coinquilino devastatore dentro di sé, scrivendone e parlandone non lo partorirà mai.»


RECENSIONE


Da sempre mi interesso alla Seconda guerra mondiale, al genocidio degli ebrei, e ho avuto più volte occasione di partecipare agli incontri con i sopravvissuti. Mi sono sempre seduta in una delle poltrone rosse del teatro, tra le file di poltrone in cui sedevano altre persone, altri studenti come me, e ascoltavo con interesse i racconti di coloro che erano sul palco, molto spesso affiancati da un traduttore. Mentre parlavano, cercavo di immaginare ciò che avevano passato e che ora, a distanza di anni, facevano riemergere nella loro memoria. Non mi sono, però, mai fermata a riflettere davvero se ciò che stavano facendo recava loro qualche danno. Certamente ero consapevole del dolore che quei ricordi provocavano, ma non avrei potuto immaginare quali altri sentimenti potessero provare in quelle ore di testimonianza.

Edith Bruck, nata in Ungheria in una famiglia povera, era solo una bambina quando è stata costretta a vivere l'orrore della Seconda guerra mondiale e dei lager nazisti. In Signora Auschwitz - Il dono della parola racconta dei suoi incontri con gli studenti, delle sue impressioni in quelle ore di testimonianza (domande rivoltele da alcuni alunni, comportamenti positivi e negativi da parte dei partecipanti), ma anche della sua vita in Ungheria, con una madre molto religiosa, un padre molto taciturno e lei che già da bambina iniziava ad interrogarsi sull'esistenza di Dio. Il periodo peggiore, quello nei lager, ci viene descritto attraverso i racconti delle testimonianze, toccando a volte anche questioni più delicate o altre più bizzarre. Edith stessa rimane quasi scandalizzata ascoltando le domande che qualcuno del pubblico le porge. Ci mostra le lettere che ha ricevuto da alcuni spettatori, che sono rimasti colpiti dalla sua storia o che, più semplicemente, vogliono farle sentire il loro sostegno. 
Edith, però, ci rende partecipi anche della sua situazione medica, caratterizzata da uno stress continuo, che più volte la spinge a pensare di cancellare tutti i suoi appuntamenti, di ritirarsi dal testimoniare l'orrore di cui è stata protagonista. Tutto ciò ce lo racconta in modo spigliato, senza romanzare gli aspetti più crudi e terribili di ciò che le è capitato, e cercando ancora oggi di rispondere a domande a cui non ha trovato risposta. Il messaggio che ci arriva forte e chiaro è che Auschwitz e l'esperienza nei lager non si dimenticano. Ma l'autrice vuole scavare più nel profondo, facendo capire al lettore che ciò che ha dovuto passare non è stato chiuso a chiave in un cassetto; ci fa capire che Auschwitz, oltre a lasciare segni indelebili sulla pelle, ha lasciato segni indelebili anche nella memoria, è diventato come un bambino che si porta in grembo per sempre, come un inquilino devastatore dentro di sé. Grazie a Edith Bruck, al suo punto di vista contenuto in questo piccolo volume, sono riuscita a capire meglio le emozioni, le sensazioni e i sentimenti di coloro che salgono sul palco a testimoniare e che, sebbene sia doloroso, raccontano, in modo che noi possiamo tramandare la storia alle generazioni future.

Voto
★★★★✰

sabato 16 settembre 2017

Promozione ebook: L'organizzazione segreta - Il mistero dei musicisti scomparsi di Sonia Roccazzella

Buongiorno, lettori!
Non sono solita pubblicare durante il fine settimana, ma oggi faccio un'eccezione perché è in corso una promozione da non perdere. Fino a martedì 19 settembre potrete acquistare gratuitamente la copia digitale del romanzo L'organizzazione segreta - Il mistero dei musicisti scomparsi di Sonia Roccazzella su Amazon. Scopriamo insieme qualche informazione in più sul romanzo.


Autore: Sonia Roccazzella
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Young Adult
Formato: Ebook
Data di pubblicazione: marzo 2013
Link d'acquistoAMAZON

Trama: Una storia divertente e originale, adatta a un pubblico prevalentemente femminile, in cui l'elemento di spicco è rappresentato da un intricato caso di musicisti rapiti sullo sfondo di una tenera storia d'amore che cerca di prendere il volo nel corso di tutto il romanzo, fino a sfociare in un inaspettato finale a sorpresa.
Claudio, Gioele, Danilo, Paolo e Furio sono i componenti di una storica rock band italiana esplosa in tutto il mondo a metà degli anni Novanta, successivamente sciolta a causa di problemi personali: la lite tra il cantante Claudio e il bassista Gioele, che nel corso dell'ultimo tour insieme si sono contesi la stessa ragazza.
Insieme con Luna, intraprendente giornalista della capitale, e con Brando, famoso detective che collabora con le forze di polizia di tutto il mondo, i ragazzi si ritrovano al centro di un intricatissimo caso di musicisti rapiti e di un discografico scomparso. A tenere in mano le redini delle loro sorti c'è un'organizzazione segreta, capitanata da un folle e affascinante uomo d'affari inglese, che trama per accaparrarsi i diritti delle canzoni più famose del mondo. Un'avventura decisamente rock, ambientata nel mondo della musica intesa come oggetto di affari senza scrupoli. Un colpo di scena dietro l'altro, a suon di battute divertenti e con un ampio risalto al sentimento più bello che ciascuno di noi conosce e cerca di preservare sempre e comunque: quello dell'amicizia.



La promozione è valida fino a martedì 19 settembre
E' sempre disponibile la lettura gratuita su KindleUnlimited.


L'autrice

Nata a Catania il 04/06/1975, Sonia Roccazzella ha una grande passione per la lettura dei grandi classici e la scrittura di racconti e romanzi, che scrive dall'età di quattordici anni.
L'Organizzazione Segreta (il mistero dei musicisti scomparsi) è il suo terzo libro pubblicato, uscito nel 2013 in edizione cartacea per Photocity Edizioni; nel 2016 in formato digitale per Kindle.
Il primo, Quando il Cuore Dice No, è uscito nel 2008 in edizione cartacea per Boopen Editore; nel 2016 in formato digitale per Kindle. Il secondo, La Ragazza dell'Hotel, è uscito nel 2012 in edizione cartacea per Photocity Edizioni; nel 2015 in formato digitale per Kindle. Il quarto, La Ragazza Bionda sulla Panchina, è uscito nel 2017 in edizione digitale e cartacea per Amazon.
La caratteristica principale di Sonia è la capacità di esporre in maniera fresca e leggera i suoi racconti, in modo da rendere la lettura fluida e scorrevole per tutti. Il suo obiettivo costante è studiare una forma di comunicazione d'impatto, che frase dopo frase, battuta dopo battuta, sia in grado di abbattere una delle barriere più diffuse ai giorni nostri: la repulsione dei giovani nei confronti dei libri.

venerdì 15 settembre 2017

Recensione: La strana biblioteca

Buongiorno e buon venerdì, lettori!
Siete pronti per trascorrere un tranquillo fine settimana e ricaricare le energie? Oggi vi parlo di un libro di poche pagine, che però è riuscito a coinvolgermi e suscitare in me tante emozioni. Lo avevo in lista da diverso tempo e, dato che sto cercando di recuperare tutti i romanzi di Haruki Murakami, uno dei miei autori preferiti, ho deciso di iniziare con La strana biblioteca.


Autore: Haruki Murakami
Casa editrice: Einaudi
Genere: Narrativa
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 73

Trama: Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po' strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista): la riscossione delle tasse nell'impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107. Qui l'aspetta un altro bibliotecario, ancora più bizzarro della prima: "aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt'intorno al cranio gli restavano ciuffi di capelli bianchi ritorti, come in un bosco dopo un incendio". E davvero una ben strana biblioteca, questa! Il bibliotecario accompagna il bambino attraverso un labirinto di corridoi e stanze, finché non arrivano in una stanza dove riposa un piccolo uomo vestito con una pelle di pecora. E qui le cose si fanno brutte: il bibliotecario e l'uomo-pecora spingono il piccolo in una cella. Il bambino rischia di fare una fine terribile se non arrivasse in suo soccorso una ragazza sconosciuta...


RECENSIONE


La strana biblioteca narra la bizzarra storia di un ragazzino che, tornando a casa da scuola, si ferma in biblioteca per prendere in prestito un libro. Si tratta di un libro particolare, che tratta della riscossione delle tasse nell'impero ottomano, e viene mandato nella stanza 107. Qui lo attende uno strano personaggio, che si presenta come bibliotecario addetto alla ricerca di libri rari o poco conosciuti. Dopo averlo informato che il libro da lui richiesto non può uscire dalla biblioteca, lo accompagna nella sala lettura, in cui arrivano dopo aver percorso corridoi lunghissimi, che formano un vero e proprio labirinto. Si renderà ben presto conto di essere finito in trappola e che solo gli strani personaggi che incontrerà potranno aiutarlo.

Grazie alle parole dell'autore e alle illustrazioni di Lorenzo Ceccotti, questo piccolo volume contiene una storia tanto bizzarra, quanto magica. Presto facciamo la conoscenza dell'Uomo-pecora, che appare come un suddito con la passione per i dolci. Infatti, si preoccuperà di portare regolarmente una porzione di donuts al prigioniero. Oltre a lui, vi è un'altra presenza all'interno del labirinto: una ragazza-fantasma, che terrà compagnia al ragazzino ogni sera. Gli intenti del bibliotecario non sono per niente rassicuranti, perché in fondo siamo davvero sicuri che le biblioteche siano posti sicuri?
La narrazione riesce a far immergere il lettore nella storia e, sebbene si tratti di un libro che si legge tutto d'un fiato, ho girato l'ultima pagina domandandomi se Murakami non volesse trasmettere un messaggio con questo racconto, se forse mi stavo perdendo qualcosa. Alla fine, ho accettato la storia per ciò che è, ovvero un racconto di fantasia molto coinvolgente.
Ancora una volta, sono rimasta affascinata dallo stile dell'autore e, sebbene non si tratti di un'opera di grande spessore, ho davvero apprezzato il modo in cui mi sono sentita coinvolta e trasportata al fianco del ragazzino, conoscendo l'Uomo-pecora e la ragazzina e diffidando sin da subito di quel bizzarro bibliotecario.
Consiglio la lettura di questo libro a coloro che vogliono immergersi per un'oretta in un mondo all'apparenza normale, ma che nasconde un po' di magia al suo interno. 

Voto
★★★★✰

mercoledì 13 settembre 2017

Recensione: Il racconto dell'Ancella

Buongiorno, lettori!
Oggi per me sarà una giornata in cui l'ansia avrà un ruolo abbastanza importante, perché avrò i risultati del primo test di ammissione. Ovviamente, dita incrociate! Parlando d'altro, lo scorso mese ho finalmente attivato il servizio della biblioteca online e sono rimasta stupita nel vedere quanti titoli interessanti ci sono. Spero di riuscire a provare presto il servizio, ma oggi voglio concentrarmi su un romanzo che ho fatto riemergere dal magazzino della mia biblioteca comunale - dove era stato dimenticato dall'89 - e che racconta una storia per niente facile. Ecco la mia opinione su Il racconto dell'Ancella di Margaret Atwood.


Autore: Margaret Atwood
Casa editrice: Mondadori
Genere: Distopico
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 320

Trama: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Le poche donne in grado di avere figli, le "ancelle", sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè "di Fred", il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Gilead, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Le merci non sono contrassegnate dai nomi, ma solo da figure, perché alle donne non è più permesso leggere. Apparentemente rassegnata al suo destino, Difred prega di restare incinta, unica speranza di salvezza; ma non ha del tutto perso i ricordi di "prima"...


RECENSIONE


Affiancato a 1984 di Orwell, ma in una versione tutta al femminile, Il racconto dell'Ancella si apre in medias res, catapultando il lettore all'interno di un mondo, di una società, del tutto rivoluzionata. Dopo una catastrofe ecologica, che ha devastato la Terra con l'inquinamento chimico e radioattivo, negli Stati Uniti si è instaurato un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica, la Repubblica di Galaad. Qui le donne non sono più libere come un tempo, ma il loro unico scopo è la procreazione. Quelle non fertili o troppo anziane vengono denominate "Nondonne" ed eliminate. Tutto ciò che è contro la procreazione è condannato e vietato, così come è vietata qualsiasi forma di informazione o di svago intellettuale. La Repubblica di Galaad è il luogo in cui è costretta a vivere Difred, la voce narrante del romanzo, protagonista di questa storia e donna che ancora non ha dimenticato il proprio passato e la vita di prima...

Sin dalle prime pagine, mi sono ritrovata al fianco di questa donna, il cui vero nome non sarà mai noto, ma che conosciamo come Difred, e insieme a lei ho scoperto piano piano questo nuovo mondo, la Repubblica di Galaad, e le sue leggi. L'autrice non dà mai coordinate temporali e spaziali troppo precise, ma ci assicura che c'era un prima e che ora ci troviamo nel disastroso dopo.
Difred ci accompagna nella sua quotidianità, spiegandoci perché le ancelle escono sempre in coppia, chi sono le Marte e che ruolo hanno il Comandante e la Moglie del Comandante. A tutto ciò, però, intervalla i ricordi di un passato che non è riuscita a dimenticare, come tutto è iniziato e l'ossessivo domandarsi che fine hanno fatto i suoi cari. Ci racconta come è cambiata la città in cui si trova, in cui prima i negozi erano simboleggiati da un logo o una scritta, mentre ora hanno solo l'immagine di ciò che si vende all'interno; il Muro, un luogo di tristezza e sofferenza, speranza e certezza allo stesso tempo. La Atwood è riuscita a creare una realtà distopica che fa rimanere senza fiato, non lasciando niente al caso e, sebbene tutto si riveli lentamente, creando un senso di spaesamento iniziale, si assicura che tutto venga spiegato a tempo debito dalla voce narrante. 
Ci sono due finali in questo romanzo: il primo interrompe tutto improvvisamente, lasciando il lettore con tante domande a cui non riceverà mai risposta; il secondo ci trasporta in avanti nel tempo, rivelandoci la verità nascosta dietro a quelle pagine e interrogandosi a sua volta sul destino di quella donna che, nonostante i suoi dubbi e le sue paure, si è armata di coraggio e ha affrontato il suo destino.
Rispetto a 1984, libro che ho letto e amato, Il racconto dell'Ancella fa nascere nel lettore una speranza che resta viva fino alla fine e che persiste anche una volta conclusa la lettura. Il beneficio del dubbio che ci concede la Atwood lo rende inevitabile.

Voto
★★★★✰

lunedì 11 settembre 2017

Cover Reveal: Loving the angel di Nicole Teso

Buon lunedì, carissimi lettori!
La mia settimana è iniziata con il secondo (e ultimo) test di ammissione per l'università e ora posso dedicarmi alla lettura, cosa che ho trascurato un po' nei giorni scorsi. Restando in tema libri, oggi sono felice di svelarvi la copertina e tutto ciò che riguarda il nuovo romanzo di Nicole Teso, autrice di Loving the demon, che vi avevo presentato in questo Cover Reveal e di cui avevo approfondito l'ambientazione in questo Release Party




















La copertina del suo secondo romanzo, Loving the angel, è stata realizzata dalla bravissima Pamela Fattorelli / Catnip Design. Scopriamo ora qualche informazione in più sul romanzo.


Titolo: Loving the angel
Autore: Nicole Teso
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Dark Romance
Formato: Cartaceo / Ebook
Data di pubblicazione: 28 settembre 2017

Trama: La mia vita ha raggiunto il capolinea quando sono stata rapita. Jack Evans, l'uomo che mi ha tolto tutto, non solo mi ha costretta a sopportare un dolore devastante, ma si è anche preso una parte della mia mente, piegandomi al suo desiderio. Ero convinta di potermi salvare, ma mi sbagliavo: quello era solo l'inizio.
La mia vita è finita il giorno in cui ho rapito la schiava che ora ossessiona la mia mente. Brittany Moore, l'unica donna che sia stata in grado di farmi conoscere la luce, mi sta distruggendo, facendomi impazzire giorno dopo giorno. E' giunto il momento della resa dei conti, prima che i miei demoni mi sottomettano per sempre.



La trilogia è composta da:
- Loving the demon
- Loving the angel
+ terzo romanzo a seguire


Di seguito un piccolo teaser con una citazione tratta dal romanzo.


Booktrailer

video



L'autrice

Nicole Teso nasce il 10 novembre 1996 a San Donà di Piave, una città in provincia di Venezia.
Parrucchiera di giorno e lettrice compulsiva di notte, è amministratrice di un blog letterario e ama la scrittura fin dalla tenera età. Le sue storie preferite sono popolate da protagonisti oscuri e devastati.
Loving the demon è il suo primo romanzo.
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