giovedì 19 gennaio 2017

Recensione film: Passengers

Salve lettori, come state?
La scorsa settimana ho approfittato dell'iniziativa Cinema2Day e sono andata al cinema a vedere Passengers, uno dei titoli del 2016 che più mi incuriosiva. Non c'è da stupirsi se un'ora prima dell'inizio erano rimasti solo cinque posti disponibili, ma la sottoscritta, grazie ad un colpo di fortuna, è riuscita a prendere i biglietti - il posto non era dei migliori, prima fila in basso, ma almeno l'ho visto! Tralasciamo il collo indolenzito e il mare di pop corn sul pavimento e parliamo un po' di Passengers.

Regia: Morten Tyldum
Cast: Chris Pratt, Jennifer Lawrence, Michael Sheen e molti altri...
Genere: Fantascienza
Durata: 116 minuti
Anno: 2016

Trama: Durante un viaggio verso una nuova casa su un altro pianeta, due passeggeri vengono svegliati 90 anni prima del previsto per un guasto della nave spaziale. Jim e Aurora si ritrovano con la prospettiva di passare il resto della loro vita a bordo, pur con tutti i comfort possibili, e si innamorano ma scoprono che l'astronave è in grave pericolo. La vita di 5000 passeggeri addormentati dipende da Jim e Aurora, solo loro possono salvarli.

Non so quante volte ho guardato il trailer, affascinata dalla storia e dal colpo di scena finale, in cui Jim dice ad Aurora C'è un motivo per cui ci siamo svegliati prima. Le mie aspettative erano alle stelle e, pur non amando particolarmente lo spazio e viaggi spaziali in genere, sapevo che non avrei visto la storia di due astronauti bloccati su un'astronave.

Jim e Aurora sono due dei cinquemila passeggeri della nave Avalon. Dovevano vivere 120 anni in ibernazione, per svegliarsi su un altro pianeta, nel futuro. Jim, però, si sveglia in anticipo e ogni giorno cerca un modo per entrare nelle aree a lui inaccessibili, come la stanza di comando. Dopo un anno di tentativi falliti e di completa solitudine, ad eccezione del barman, un robot senza sentimenti, decide di svegliare un altro passeggero: Aurora, la scrittrice dai capelli biondi, le cui parole nell'intervista lo hanno incantato. Jim è innamorato di lei e per diverso tempo le nasconde il motivo del suo risveglio, giustificandolo come guasto tecnico. Tra i due nasce poco a poco un sentimento reciproco, ma presto dovranno fare i conti con i problemi tecnici dell'astronave, che aumentano ogni giorno di più. Un aiuto prezioso lo riceveranno da un tecnico dell'equipaggio, Gus Mancuso, svegliatosi anche lui in anticipo a causa di un guasto alla propria cella di ibernazione. I due giovani dovranno mettercela tutta per risolvere i problemi della Avalon e salvare non solo le loro vite, ma anche quelle di altri cinquemila passeggeri.

Passengers ci dà l'idea di come saranno in un lontano futuro le crociere. Non più su grandi navi che affrontano i mari, ma su astronavi dirette su altri pianeti simili alla Terra, naturalmente con tutte le comodità. L'unica pecca di questo viaggio sarà appunto il tempo, che costringerà i passeggeri e l'intero equipaggio all'ibernazione, per poi svegliarli pochi mesi prima dell'arrivo a destinazione.
L'idea è allettante, ma potrebbe essere ancora più intrigante se tre passeggeri si svegliassero prima del tempo. Cosa succederebbe, in quel caso? Passengers ci dà la risposta.
Jim è un meccanico, salito a bordo per portare la propria conoscenza sul nuovo pianeta. La sua prenotazione non gli permette di usufruire di tutti gli extra, ma non se la passa male.
Aurora è una scrittrice che ha deciso di partire per portare avanti un progetto ben più grande, curiosa di scoprire cosa le riserva la vita nel futuro. Poi c'è Arthur, il barman robot, l'unica macchina che somiglia all'uomo e con cui Jim si confida ogni sera. Mi ha ricordato il barman di Shining, ma senza quell'aspetto inquietante e psicologico. Infine c'è il tecnico dell'equipaggio, Gus, il personaggio più utile e inevitabilmente destinato a durare giusto il tempo di impartire compiti ed istruzioni. 
La vita sulla Avalon procede tranquillamente, almeno fino a quando il sistema non inizia a presentare problemi. Jim e Aurora saranno gli unici in grado di riparare i guasti e mettere in salvo le proprie vite e quelle dei passeggeri anche se, a differenza di questi ultimi, loro non vedranno mai la destinazione.

Lo spettatore viene immediatamente catapultato nel futuro, già a bordo dell'astronave Avalon. Dopo il risveglio di Jim, scopriamo man mano tutte le comodità di cui i passeggeri usufruiranno una volta svegli, ma da subito ci rendiamo conto di un problema irrisolvibile: chi si sveglia prima del tempo non potrà rimettersi a dormire, perciò è destinato a vivere nell'astronave e a non vedere mai la destinazione. Il gesto compiuto da Jim, spinto dall'esasperazione e dalla completa solitudine, mi ha stupita. Dal trailer mi aspettavo tutt'altro, un risveglio di entrambi dovuto allo stesso problema, ma alla fine mi sono chiesta se non sarebbe risultato monotono e scontato. Jim commette un omicidio, come lo definisce Aurora, svegliandola e costringendola al suo stesso destino. Ma senza di loro l'astronave che fine avrebbe fatto? Sarebbe quasi sicuramente andata distrutta e tutti i passeggeri sarebbero morti, perciò si può forse dire che il guasto che ha svegliato Jim e, successivamente Gus, sia stato un colpo di fortuna.
La pellicola scorre veloce, coinvolgendo sin da subito lo spettatore. L'uso della computer grafica è inevitabile, poiché è l'unico modo in cui si può rappresentare il futuro e tutte le possibili tecnologie di cui il mondo disporrà. Non mancano scene più leggere e divertenti, in perfetto contrasto con quelle ricche di tensione e azione. La storia, a mio parere, è ben costruita, senza punti morti e senza interrogativi a cui non vi è risposta. L'unica cosa che non mi è piaciuta e che ho trovato molto banale, è stato il finale. Speravo in un colpo di scena, in una decisione che mi lasciasse a bocca aperta, ma è tanto prevedibile quanto banale: la vita in due non è così male, sembra dirci, con tutte le comodità illimitate di cui disponiamo, perciò che importa?


Voto
★★★★✰

mercoledì 18 gennaio 2017

Release Blitz: Razov di Giovanna Roma + Giveaway

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi sono completamente frastornata, perdo i giorni e per un attimo ho temuto di aver saltato qualche appuntamento importante. Ora che ho controllato i miei programmi, sono più tranquilla, ho la situazione sotto controllo - o quasi!
In questa mattinata di sole - neve dove sei? - vi propongo un evento speciale, il Release Blitz del romanzo Razov di Giovanna Roma, di cui vi avevo già parlato durante il Countdown & Cover Reveal.
Oggi, oltre a ricapitolare le informazioni sul libro che vi avevo già presentato in precedenza, potrete leggere un estratto inedito del romanzo e partecipare al Giveaway per provare a vincere una copia del libro. Inoltre lo potrete acquistare ad un prezzo speciale, a solo 1.99€ per tutta la durata del Release Blitz.



Titolo: Razov
Autore: Giovanna Roma
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Dark Romance
Serie di appartenenza: Deceptive Hunters #2
Formato: Ebook
Numero pagine: 200
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2017
Prezzo: 1.99€ dal 17 al 24 gennaio (in seguito sarà di 2.99€)

Trama: Poche cose mi interessano davvero: le banconote di grosso taglio e le armi. Tutto quello che non è compreso in queste due categorie è tagliato fuori.
Lisa Petrova rientrava nella seconda.
Era la scelta per sbaragliare la concorrenza e rafforzare il mio Impero. Era la garanzia di un caricatore d'arma d'assalto a vita.
Poi mi è esplosa tra le mani. La sicura che la conteneva si è sganciata. Inganni e segreti sono saltati in aria. Il mondo di entrambi si è capovolto. Strano a dirsi, ma non potevamo essere più distanti di così.
Era convinta che fossi il mandante della Morte, mentre io concedo, ai popoli in lotta, il potere di difendersi.
Se non lo credete, avete un'errata concezione di ciò che è giusto e sbagliato.
Permettetemi di aggiustarvi.

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ESTRATTO INEDITO

Quanto credi che gli importi di una misera dottoressa di terz'ordine?» Allunga un braccio dietro di sé, indicando il resto degli invitati. «Tu sei sotto di lui, come sotto chiunque in questa festa.»
Li guardo uno a uno. Pochi sembrano badare a noi.
«Sei uno strumento, un mezzo per un fine. Vali meno di niente e morta saresti rimpiazzata in un baleno. Non importa se Razov ti presenti come il suo nuovo asso nella manica, se ti veste dei gioielli di famiglia...» dicendolo, brucia con uno sguardo disgustato il mio collier. «O se ti regala il più indecente dei vestiti. La sua mente è un meraviglioso pozzo di atrocità, non conosce il fondo, rinnega la decenza, ogni forma di umanità e tu sei indegna di tutto questo e te ne accorgerai quando non avrà più bisogno di te. Potrai scappare, rintanarti in capo al mondo, ma lui ti scoverà. Non esisteranno mai delle porte chiuse per Razov, sussurri che gli sfuggiranno. Ti troverà, odorando la tua paura e distruggerà chiunque cerchi di nasconderti.»


Booktrailer


GIVEAWAY

Partecipa e prova a vincere una copia del romanzo di Giovanna Roma!

Informazioni sull'autrice

Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi La mia vendetta con te, il suo sequel Il Siberiano, la serie Deceptive Hunters e lo storico Il patto del marchese.
Segui l'autrice: Blog / Facebook / Twitter / Pinterest / Goodreads / Google + / YouTube


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martedì 17 gennaio 2017

Segnalazione librosa: Ritratti d'artista

Buon pomeriggio, cari lettori!
Per la giornata di oggi era prevista neve, ma di fiocchi ancora nessuna traccia. Spero che nelle prossime ore ci sia qualche cambiamento e intanto vi propongo una nuova Segnalazione librosa doppia per omaggiare Renato Guttuso, in cui vi presento il libro e il film in uscita il 18 gennaio

RITRATTI D'ARTISTA - RENATO GUTTUSO RACCONTATO DA POETI E SCRITTORI


Il 18 gennaio, in occasione del 30° anniversario della scomparsa di Renato Guttuso usciranno il libro Ritratti d'artista. Renato Guttuso raccontato da poeti e scrittori e la nuova edizione del film documentario  La vita è arte. Renato Guttuso, l'artista e il suo tempo.   
Renato Guttuso ha lasciato una galleria immensa di ritratti di personaggi della vita culturale, sociale e politica. Nel libro Ritratti d'artista sono invece alcuni dei più importanti scrittori e poeti a raccontarlo in una serie unica di "ritratti",  pubblicati tutti insieme per la prima volta. 
Al centro del dibattito culturale e politico del Novecento, per la vastità della sua produzione, la varietà di influssi artistici, lo sguardo che interrogava incessantemente gli uomini e la storia, la sua "narrazione" colta e insieme popolare, la sua stessa natura di uomo curioso e problematico che non temeva l'azzardo o la contraddizione, la figura di Renato Guttuso è narrata in questo libro in una serie unica di ritratti, finalmente riuniti in un unico volume,  tra cui quelli di due premi Nobel per la letteratura e altre testimonianze finora difficilmente reperibili
Gli scrittori Corrado Alvaro, Giovanni Arpino, Stefano D'Arrigo, Ilja Ehrenburg, Dominique Fernandez, Carlo Levi, Elsa Morante, Alberto Moravia, Giacomo Noventa, Goffredo Parise, Guido Piovene, Enzo Siciliano, Mario Soldati, Giovanni Testori, Elio Vittorini e i poeti Rafael Alberti, Raffaele Carrieri, Pablo Neruda, Pier Paolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, raccontano in Ritratti d'artista non solo l'uomo, ma anche uno spaccato del mondo di idee politiche e di ricerca culturale di un artista al centro delle vicende di un secolo.
Frutto di ricerche durate più di due anni, svolte dal Cile alla Russia, dalla Francia all'Italia, il libro è anche un'importante testimonianza sulla diversità di stili, di approcci all'arte di alcuni grandi autori del Novecento, tra i più conosciuti ed eminenti, che hanno narrato Guttuso come uomo, come pittore e come intellettuale con un'acutezza e una libertà sconosciute anche ai più brillanti storici e critici di professione. Un filo rosso lega segretamente tutti gli interventi letterari dedicati al "ragazzo di Bagheria": la sensazione, o meglio la consapevolezza di avere come interlocutore il Pittore Civile che l'Italia non aveva mai avuto prima. 

LA VITA E' ARTE 

Guttuso ritrae Pablo Neruda - Roma, anni '50
Nella riedizione del film documentario La vita è arte, Renato Guttuso e il suo tempo, che esce allegato al libro Ritratti d'artista sono presenti ampi brani del suo testamento artistico-culturale, l'ultima intervista che Renato Guttuso rilasciò al regista Giancarlo Bocchi nel luglio del 1986, alcuni mesi prima della scomparsa. Il film contiene documenti e sequenze inedite, come le pellicole familiari in 8 mm che lo ritraggono a casa di Pablo Picasso o in Olanda con Karel Appel o durante un viaggio in Sicilia alla ricerca delle sue radici, i numerosi scatti fotografici con Pablo Neruda, le immagini tratte dagli archivi russi dell'artista in Unione Sovietica per  ricevere il premio Lenin per la pace. La vita è arte si può avvalere inoltre del corpus di ben 500 pagine dei "Quaderni" di Guttuso, nella quasi totalità inediti, che il regista ha scoperto in vari anni di ricerca per il documentario, cinquecento e più pagine che meriterebbero di essere nuovamente sfogliate e pubblicate nella loro integrità.
Il film racconta non solo il Guttuso artista, ma l'uomo che dal nulla divenne ricco, famoso, conosciuto da tutti, odiato o amato come un simbolo, figlio di un agrimensore di Bagheria liberale e anticlericale che gli insegnò ad amare l'umanità dolente e disperata della loro Sicilia e gli tramandò il senso di giustizia, di uguaglianza sociale, di irrequietezza visionaria che vibrerà in ogni sua pennellata, in ogni tratto di carboncino, in ogni ritratto, in ogni nudo, in ogni natura morta, in ogni martire crocifisso, nei suoi cieli agitati, nelle scene di massa come nei poveri oggetti quotidiani, tutti ugualmente investiti e stravolti da una rara passione artistica e civile. Ma allo stesso tempo una profonda e costante riflessione sulla creazione artistica che fa di Renato Guttuso una figura essenziale della resistenza culturale contro la guerra invisibile che l’umanità ha dichiarato e continua a combattere contro se stessa. 

lunedì 16 gennaio 2017

Intervista all'autore: Roberto Gerilli

Buon lunedì, cari lettori!
Avete trascorso un buon weekend? Io ho dedicato la serata di ieri alla lettura del libro, che procede un po' a rilento, ma almeno procede.
Per iniziare al meglio la settimana, vi propongo l'intervista all'autore Roberto Gerilli, di cui ho letto con molto piacere Vietato leggere all'Inferno
Se volete saperne di più su questo romanzo, potete trovare tutte le informazioni e i link d'acquisto in questa Segnalazione librosa. Detto ciò, direi che possiamo passare alle domande che ho avuto il piacere di porre all'autore.

INTERVISTA ALL'AUTORE: ROBERTO GERILLI


Ciao Roberto e benvenuto su Cinebooks Blog! È un vero piacere poter fare quattro chiacchiere con l'autore di un libro che mi è piaciuto così tanto! Prima di iniziare, cosa ne dici di parlarci un po' di te?
Anche per me è un piacere rispondere alle domande di qualcuno che ha apprezzato il mio romanzo! Okay, allora, vediamo un po'... sono Roberto Gerilli e sono un libromane. Leggo romanzi di qualsiasi genere e di qualsiasi lunghezza, e adoro l'odore della carta, non posso farci nulla. Oltre alla mia assuefazione letteraria, ho molti altri vizi: sono un appassionato di cinema, guardo decine di serie TV all'anno e sono un discreto consumatore di fumetti (Marvel, per lo più). Insomma, forse è meglio che mi stiate lontano se non volete essere contagiati.

Il tuo romanzo è intitolato Vietato leggere all'Inferno. La scelta di tale titolo è legata all'inferno che vive Amleto, così come ogni lettore, dopo l'entrata in vigore della legge Montag o vi è qualche altra cosa che lo ha ispirato?
Mi piacerebbe darti ragione e dirti che il titolo ha un significato metaforico profondo. In realtà l'ho scelto solo perché pensavo rispecchiasse il tono pulp del romanzo. Sono un disastro con i titoli e tutti quelli che hanno collaborato con me possono testimoniarlo. Però la tua versione mi piace molto e non escludo di usarla in futuro. Posso, vero? ;)

I genitori di Amleto sono dei veri appassionati di Shakespeare, tant'è che hanno chiamato il proprio figlio come un'opera dello scrittore. Hai anche tu una passione per questo autore o è stata una scelta casuale?
Al liceo avevo una professoressa di inglese che ogni estate ci consigliava dei libri da leggere. Non erano compiti, ma consigli (uno di questi fu proprio Fahrenheit 451). Un giorno spiegò che Shakespeare andava riletto più volte, a distanza di tempo, perché ogni lettura trasmetteva emozioni differenti a seconda dell'età e delle esperienze vissute. E' una cosa che mi ha colpito molto. E poi ritengo le opere di Shakespeare la base di tutta la narrativa moderna. Qualsiasi storia inventi, lui l'ha già scritta.

So che in Amleto c'è anche un pezzettino di te. Avete in comune solo l'amore per i libri o condividete qualche altra passione?
Quella per il cinema d'azione anni '80, sicuramente, e anche il dilemma di Arma Letale: si parte al tre oppure si conta uno, due e tre e poi si parte?
Abbiamo molto altro in comune, ma non posso dirlo, altrimenti violerei il segreto professionale tra scrittore e personaggio.

Nell'Italia in cui vive Amleto è in vigore la legge Montag, che considera illegale la letteratura al pari di qualsiasi droga o sostanza stupefacente. Com'è nata l’idea di tale legge? Ti sei ispirato a qualche fatto storico o è pura immaginazione?
Il nome è un omaggio a Fahrenheit 451, mentre la legge è ispirata a un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti alla fine degli anni '50. Nel 1954 lo psichiatra Fredric Wertham pubblicò un saggio, Seduction of the Innocent, nel quale sosteneva che i fumetti dell'epoca fossero una delle principali cause della delinquenza giovanile. L'opera fu un caso editoriale che allarmò tutti i genitori americani, provocando il crollo delle vendite dei fumetti e un'inchiesta ufficiale aperta dal Congresso degli Stati Uniti. A seguito dell'avversione generata, le case editrici di fumetti dovettero auto-censurarsi imponendosi il Comics Code Authority, rispettato addirittura fino agli anni '80.
Ho scoperto questa vicenda mentre lavoravo a Vietato leggere all'Inferno e ho capito subito che sarebbe stata l'ispirazione perfetta per l'ambientazione che avevo in mente. La legge Montag sembra assurda, certo, ma è solo poco distante dall'assurdità vissuta dal mondo del fumetto americano.

La vita di Amleto è alquanto ordinaria. Come mai Eleonora sceglie proprio lui per mettere in atto il suo progetto?
Forse Eleonora ha preso informazioni su tutti i piccoli criminali di Ancona, o forse è stato solo un caso. Come dice lo stesso Amleto, Eleonora è il deus ex macchina della sua vita, arriva all'improvviso e gli stravolge l'esistenza. Quando hai la fortuna di incontrare persone così importanti non ti chiedi perché abbiano scelto te, anche se Amleto non è convinto di essere stato tanto fortunato.

Allontaniamoci per un momento dalla storia per una domanda di cui sono curiosissima di leggere la risposta. Qual è l'aspetto più bello e quello più brutto di scrivere un romanzo distopico?
Il più brutto è che la gran parte dei lettori e degli addetti ai lavori tende a non prenderti sul serio, pensano sia un'altra storiella fantasy, e il fantasy ormai ha rotto le scatole a tutti. E' frustrante. C'è però un aspetto più bello: scrivendo una distopia puoi inventare una storia con più livelli di lettura, soprattutto se scegli un mondo solo in apparenza diverso dal nostro.

Si può cogliere una vena polemica nei confronti del mondo editoriale italiano. Cosa ne pensi e cosa suggeriresti per migliorarlo?
Credo che l'editoria italiana sia un mondo alla rovescia: gli editori influenzano il mercato con campagne promozionali più o meno faraoniche e molti lettori hanno perso la voglia o la capacità di distinguere un buon libro, comprano semplicemente quello con la pila di copie più alta. E' facile dare la colpa agli editori – che al massimo sono grandi complici – ma siamo noi lettori che compriamo l'ultimo non-libro di Fabio Volo e lo facciamo salire ai primi posti della classifica dei best-sellers. Forse sono un po' ingenuo, ma credo che i lettori abbiano il potere di migliorare e cambiare l'editoria italiana: un libro alla volta.


Cari lettori, questa era l'ultima domanda per oggi! 
Ringrazio ancora una volta Roberto Gerilli per la sua disponibilità, è stato un vero piacere intervistarlo e soprattutto poter leggere il suo bellissimo romanzo.
Se ancora non l'avete letto, vi consiglio vivamente di recuperarlo, perché state certi che vi sorprenderà! 

venerdì 13 gennaio 2017

Recensione: L'amore ai tempi della neve

Salve lettori!
La settimana è volata e siamo già a venerdì, ultimo giorno prima del weekend. Come procedono le vostre letture? Avete programmi per il fine settimana? Oggi voglio proporvi la recensione della mia ultima lettura, che ho terminato la settimana scorsa - anche se avevo in programma di terminarla entro il 31 dicembre, in modo da iniziare il nuovo anno con qualcosa di nuovo. Purtroppo me lo sono trascinata per quasi due settimane, ma finalmente ce l'ho fatta! Si tratta di una rilettura, in realtà, perché il libro in questione, L'amore ai tempi della neve di Simon Montefiore, l'avevo già letto qualche anno fa, ma non ero sicura di aver colto ogni aspetto. Così ho pensato di riprovarci, più matura ed istruita, e forse qualcosa è cambiato.

Autore: Simon Montefiore
Casa editrice: Corbaccio
Genere: Romanzo
Formato: Cartaceo
Numero pagine: 448

Trama: Mosca 1945: mentre Stalin si appresta a festeggiare la vittoria sui nazisti insieme ai suoi più stretti collaboratori, poco distante risuonano due spari. Un ragazzo e una ragazza vengono trovati morti su un ponte. Ma i giovani non sono persone qualsiasi, bensì appartengono a due delle famiglie più influenti e più vicine a Stalin e frequentano entrambi il collegio più esclusivo, dove studia tutta la nuova élite politica e intellettuale dell'Unione Sovietica. Si tratta di un omicidio? Di un doppio suicidio? Di una cospirazione contro lo Stato? Le indagini si svolgono sotto il diretto controllo di Stalin, che fa interrogare i compagni di scuola costringendoli a testimoniare contro i loro amici, i loro fratelli e i loro stessi genitori, in una terribile caccia alle streghe che porta alla luce amori illeciti e segreti famigliari e in cui il più piccolo sbaglio può significare una condanna a morte... Emozionante, avvincente, storicamente dettagliato, L'amore ai tempi della neve trasporta il lettore in un mondo e in un'epoca di grandi passioni, amori e tradimenti.
Dopo la prima lettura di questo libro, ero rimasta un po' confusa e non mi era piaciuto molto. La colpa era principalmente mia, la mia scarsa conoscenza della storia non mi permetteva, a quel tempo, di capire e relazionare gli eventi storici che si susseguono durante la narrazione. Poi, lo scorso mese ho deciso di riprovarci, di dare una seconda possibilità a questo romanzo la cui copertina mi ha sempre affascinata. Stavolta non avrei mancato nessun passaggio: armata di conoscenza storica e curiosità, mi sono addentrata nelle pagine del libro.

24 giugno 1945, Parata della Vittoria a Mosca. Mentre i soldati e i carri armati sfilano lungo la strada e la grande folla impedisce il più piccolo movimento, si sentono degli spari. Due ragazzi vengono ritrovati senza vita sul ponte e la polizia inizia subito ad indagare, perché non si tratta di due ragazzi qualunque, ma di figli di uomini al potere, collaboratori di Stalin. Si tratta di omicidio, suicidio o cospirazione? Iniziano così gli interrogatori ai compagni di scuola dei due giovani, che arriveranno a coinvolgere anche le loro famiglie e un solo passo falso gli farà ottenere il biglietto per la condanna a morte. 

L'amore ai tempi della neve porta immediatamente il lettore indietro nel tempo, nella Mosca di Stalin, nel 1945. La storia si apre in medias res, con gli spari e il ritrovamento dei due corpi senza vita sul ponte, ma dopo il primo capitolo si ripercorre dall'inizio tutto ciò che è accaduto prima del 24 giugno, giorno della Parata della Vittoria. Nella Scuola 801 sono ammessi solo studenti appartenenti a famiglie benestanti e i nostri protagonisti sono figli dei collaboratori di Stalin, eccetto uno: Andrej.
Lui ha alle spalle una situazione difficile, suo padre è stato arrestato e portato via e da allora cerca di sopravvivere insieme alla madre, comportandosi da buon bolscevico e stando alla larga dai guai.
E' l'ultimo arrivato nella scuola e fa subito la conoscenza di alcuni compagni di classe: Nikolaša, Rosa, Minka, Vlad, George e Serafima. Ha la fortuna di capitare nella classe del professor Golden, un giovane che riesce a trasmettere il suo amore per la letteratura, in particolare per Puškin, ai suoi alunni, iniziando ogni lezione con la solita frase "Cari amici, adorabili romantici, nostalgici sognatori". I suoi alunni lo adorano, ma è proprio a causa di Puškin che finiranno tutti nei guai.
Nikolaša ha creato insieme ai suoi amici Il Club degli Inguaribili Romantici: entrare a farne parte non è semplice e tutto ciò che riguarda il gruppo è scritto in un quaderno di velluto rosso, ovviamente top secret. Dopo il ritrovamento dei due ragazzi sul ponte, ogni compagno di scuola è considerato un sospettato e viene prelevato e interrogato. Gli interrogatori durano giorni, in condizioni estreme e ogni parola di troppo potrebbe rivelarsi fatale. Tutto ciò che interessa alla polizia è scoprire se si è trattato di omicidio, suicidio o cospirazione, ma lentamente le domande si spostano sul piano personale, non riguardano più il caso dei ragazzi ma le famiglie dei sospettati.
L'autore afferma che si tratta di un romanzo che parla di vita privata e non di politica, e credo sia proprio così. Se in un primo momento si pensa che il lato storico sia molto presente, man mano che si avanza ci si avvicina e si conoscono sempre di più i personaggi, scoprendo emozioni e segreti che nessun altro conosce, in primis il Partito.
La storia contiene elementi storici romanzati, che rendono il tutto più reale e intenso. Mi ha colpito molto il modo in cui si svolgono gli interrogatori, come tutto venga capovolto per ordine di chi è al potere, lo stesso in grado di affondare ogni persona, ogni famiglia.

Lo stile narrativo non mi ha convinta del tutto, molte parti le ho trovate lente e poco coinvolgenti, soprattutto all'inizio, mentre la parte finale l'ho letta tutta d'un fiato.
In queste pagine si trova un mistero, che permette al lettore di scoprire i lati più segreti della vita privata dei personaggi più o meno coinvolti. Ho amato il professor Golden, con il suo entusiasmo in grado di trasmettere ai propri allievi la passione per la letteratura, ma soprattutto il suo coraggio. 
Grazie alla mia conoscenza ben più approfondita della storia, sono stata in grado di catturare tutti gli elementi storici, facendo tesoro di quelli che ancora non sapevo, e di apprezzare a pieno il tempo e il luogo in cui la vicenda si svolge.
E' stato il primo romanzo con cui mi sono approcciata a questo autore, ma sono curiosa di leggere un altro suo famoso lavoro, Sašenka.


Se come me amate la Russia e volete fare un salto indietro nel tempo, mettendovi al fianco dei protagonisti durante gli interrogatori e scoprendo lati nascosti e segreti di famiglia, questo romanzo fa al caso vostro!

Voto
★★★✰✰